Roma, 8 febbraio 2026 – Nel panorama occupazionale italiano, il contributo della manodopera straniera si conferma cruciale e in crescita, con oltre 500mila imprese che attualmente impiegano lavoratori provenienti dall’estero. Un dato significativo emerge dalla collaborazione tra Unioncamere e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che hanno presentato una piattaforma digitale interattiva per monitorare le esigenze delle aziende italiane in termini di forza lavoro straniera. Questo strumento, parte del Programma Nazionale Giovani, Donne e Lavoro e cofinanziato dall’Unione Europea, permette di analizzare in tempo reale le richieste di personale non italiano, suddivise per professioni, territori e livelli di esperienza.
Il ruolo della manodopera straniera nel mercato del lavoro italiano
Secondo gli ultimi dati aggiornati al 2026, circa 2 milioni di lavoratori stranieri sono occupati in Italia, rappresentando oltre il 13% della forza lavoro totale. Tuttavia, la distribuzione territoriale è molto disomogenea: il Trentino-Alto Adige guida la classifica regionale con quasi il 50% delle imprese che assumono personale straniero, seguito da Emilia-Romagna e Toscana, dove la quota supera il 40%. Nel dettaglio settoriale, il comparto del turismo si conferma quello con la più alta presenza di lavoratori stranieri, con quasi una realtà su due che impiega personale non italiano. Seguono agricoltura, silvicoltura e pesca, manifattura ed edilizia.
Nei prossimi anni, la domanda di manodopera straniera è destinata a crescere ulteriormente: circa un quarto dei contratti previsti dalle imprese sarà rivolto a cittadini stranieri, con il settore turistico che si prevede assorbirà quasi 290mila nuove assunzioni. Altri comparti con forte fabbisogno sono l’agricoltura, le costruzioni, i servizi operativi e la logistica, che insieme rappresentano il 65% della domanda totale di forza lavoro dall’estero.
Le figure più richieste dalle imprese italiane
Un elemento critico evidenziato dalla piattaforma riguarda la natura delle figure ricercate, in gran parte caratterizzate da bassa qualificazione. Le professioni più richieste includono addetti alla ristorazione (circa 231mila unità), addetti ai servizi di pulizia (137mila) e lavoratori nel comparto agricolo e manutenzione del verde (106mila). Nel settore merci e edilizia, sono molto ricercati gli addetti al trasporto e alla consegna delle merci (86mila), gli addetti alle vendite e gli operai specializzati nelle costruzioni (73mila).
Contestualmente, il mercato del lavoro italiano mostra una forte spinta verso professioni con competenze specialistiche e tecnologiche, come emerge dalle analisi di LinkedIn e Unioncamere per il 2025-2026. Tra le professioni in maggiore ascesa figurano gli ingegneri dell’intelligenza artificiale, i cyber security specialist, gli ingegneri del cloud e i data analyst, con concentrazioni maggiori nelle principali città come Milano, Roma e Torino. Queste figure rappresentano il cuore della trasformazione digitale e green che le aziende italiane stanno affrontando, con una domanda crescente di profili STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) e di esperti nella transizione digitale e nelle energie rinnovabili.
Il settore green, infatti, assume un ruolo sempre più importante, con figure come il sustainability manager e l’ingegnere delle energie rinnovabili che sono chiamate a guidare le strategie di sostenibilità ambientale delle imprese. Nel 2026, i lavori legati alla tecnologia e alla sostenibilità sono quelli con le migliori prospettive occupazionali, grazie anche agli incentivi e alle normative europee che spingono verso un’economia più verde e digitale.
Domanda di lavoro e prospettive future
Il mercato italiano del lavoro nei prossimi anni richiederà tra 3,4 e 3,9 milioni di nuovi occupati, guidati principalmente dai settori dei servizi e dell’industria. La sostituzione dei pensionamenti e la crescita economica alimentano questa domanda, che sarà caratterizzata da un fabbisogno crescente di professionisti qualificati in ambito tecnologico, ambientale, sanitario e turistico. Nell’ambito sanitario, la domanda di operatori socio-sanitari, infermieri e tecnici specializzati continua a crescere, sostenuta dall’invecchiamento della popolazione e dall’attenzione alla qualità dell’assistenza.
Per quanto riguarda il turismo, il settore mantiene un alto livello di richiesta di personale, soprattutto in ruoli legati all’organizzazione e alla promozione di un turismo sostenibile, tema sempre più centrale nelle strategie aziendali e territoriali.
L’aggiornamento continuo delle competenze, soprattutto in ambito digitale e green, appare quindi fondamentale per rispondere efficacemente alle esigenze di un mercato in evoluzione, dove la presenza e l’integrazione della manodopera straniera rappresentano un elemento chiave per la competitività delle imprese italiane.






