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Home Economia

Landini: “Serve una risposta politico-industriale, no a delocalizzazioni e fondi indiscriminati”

Landini critica le delocalizzazioni verso gli USA e chiede investimenti produttivi per tutelare lavoro e imprese italiane, puntando su innovazione e sostenibilità.

by Redazione
30 Luglio 2025

Roma, 30 luglio 2025 – Il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha espresso una netta posizione contraria alle delocalizzazioni produttive negli Stati Uniti, in relazione alla questione dei dazi doganali e delle ricadute economiche per lavoratori e imprese italiane. Le sue dichiarazioni sono arrivate al termine dell’incontro tra Confindustria, rappresentata dal presidente Emanuele Orsini, e i leader sindacali delle tre principali sigle: CGIL, CISL e UIL.

Dazi e delocalizzazioni: la posizione di Landini

Maurizio Landini ha sottolineato che il problema dei dazi non riguarda solo le imprese, ma anche i lavoratori, in particolare la tutela del loro reddito e delle condizioni di lavoro. In tale contesto, ha evidenziato la necessità di dire “no alle delocalizzazioni”, ovvero evitare lo spostamento della produzione in territorio statunitense. Per il segretario della CGIL, la risposta più efficace risiede in una politica industriale che si fondi su investimenti produttivi, piuttosto che su finanziamenti militari o trasferimenti di capitali all’estero.

Landini ha inoltre criticato l’assenza di chiarezza nell’accordo che sembra accettare tutte le condizioni poste dall’ex presidente Trump, come gli investimenti obbligatori negli Usa, l’acquisto di gas statunitense e l’assenza di tassazione sulle multinazionali americane. “Manca una visione di politica industriale chiara sia per l’Italia che per l’Europa”, ha affermato, invitando a un impegno coordinato per tutelare il lavoro e lo sviluppo sostenibile.

Il confronto con Confindustria: Orsini e il dialogo con i sindacati

L’incontro fra i rappresentanti di Confindustria e i sindacati ha visto la partecipazione di Emanuele Orsini, presidente di Confindustria dal maggio 2024, che ha ribadito l’importanza di un dialogo costruttivo tra industria e sindacati per affrontare le sfide economiche internazionali. Orsini, imprenditore e manager con una pluriennale esperienza nel settore industriale e nella rappresentanza associativa, ha posto l’accento sulla necessità di trovare soluzioni condivise per sostenere la competitività delle imprese italiane, anche all’estero.

La discussione ha quindi toccato aspetti fondamentali come la tutela dei posti di lavoro, la necessità di investimenti per l’innovazione e la sostenibilità, e il contrasto alle politiche protezionistiche che possono danneggiare l’export italiano. Il confronto tra le parti è risultato essenziale per definire strategie comuni e orientare le politiche industriali future in un contesto globale sempre più complesso.


Maurizio Landini, nato a Castelnovo ne’ Monti nel 1961, è segretario generale della CGIL dal gennaio 2019 e figura di spicco nel sindacalismo italiano, noto per la sua attenzione ai temi del lavoro e della giustizia sociale. Emanuele Orsini, nato a Sassuolo nel 1973, è presidente di Confindustria dal maggio 2024 e guida un articolato gruppo industriale con significativi impegni nell’export e nella sostenibilità ambientale.


Fonte: Nicolò Morocutti - Dazi, Landini: "No a delocalizzazioni, serve risposta politico-industriale"

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