New York, 25 febbraio 2026 – Jamie Dimon, presidente e amministratore delegato di JPMorgan Chase, ha lanciato un nuovo allarme sul rischio di una crisi finanziaria negli Stati Uniti paragonabile a quella del 2008. Nel corso di un recente incontro con investitori, il Ceo ha evidenziato come alcune dinamiche economiche attuali ricordino il periodo pre-crisi, con un particolare focus sulle potenziali vulnerabilità del settore tecnologico legate all’intelligenza artificiale.
L’allarme di Jamie Dimon sul ciclo economico e i rischi del settore software
Dimon ha dichiarato di percepire una crescente somiglianza tra l’attuale ciclo economico e quello che ha preceduto il collasso finanziario del 2008, sottolineando che in quegli anni “la marea montante sollevava tutte le barche” e che ora si sta vivendo una situazione simile, con asset valutati a livelli molto elevati e un uso massiccio della leva finanziaria. Tuttavia, il ceo ha avvertito che la prossima ondata di problemi potrebbe colpire settori oggi meno considerati a rischio, come quello del software, influenzato dalla diffusione dell’intelligenza artificiale.
“La mia ansia è alta,” ha affermato Dimon, spiegando che l’eccesso di ottimismo sui prezzi degli asset potrebbe nascondere un imminente cambiamento di ciclo, con conseguenti insolvenze diffuse che coinvolgeranno creditori e settori inattesi. Dimon ha inoltre espresso preoccupazione per alcune strategie di concorrenti che, a suo avviso, stanno adottando decisioni rischiose per aumentare i profitti, mentre JPMorgan rimane prudente nel concedere prestiti ad alto rischio.
Il ruolo di JPMorgan Chase e la posizione di Dimon nel panorama finanziario
Con un fatturato di 177,55 miliardi di dollari e un utile netto di 58,47 miliardi nel 2024, JPMorgan Chase è la più grande banca statunitense e mondiale per capitalizzazione di mercato e gestione patrimoniale. Jamie Dimon, che guida la banca dal 2006, è una figura di riferimento nel settore finanziario globale, riconosciuto anche per il suo ruolo nella gestione della crisi finanziaria del 2008 e nelle successive acquisizioni strategiche, come quella di Bear Stearns e Washington Mutual.

Nonostante la sua influenza, Dimon ha recentemente dovuto affrontare tensioni con il presidente USA Donald Trump, che ha intentato una causa da 5 miliardi di dollari contro JPMorgan e lo stesso Dimon, accusandoli di chiusura indebita di conti bancari per motivi politici. JPMorgan ha respinto fermamente tali accuse, sottolineando che la decisione di chiudere conti è sempre legata a rischi legali o normativi e non a pregiudizi ideologici.
JPMorgan Chase: una storia di leadership e innovazione
Fondata attraverso una serie di fusioni di grandi istituzioni bancarie, JPMorgan Chase è oggi un colosso globale con oltre 317.000 dipendenti e una presenza consolidata anche in Italia, dove ha una lunga storia di attività e partnership finanziarie. La banca si distingue per la gestione di asset e la leadership nell’innovazione finanziaria, pur mantenendo un approccio prudente alle sfide di mercato.
Dimon, con la sua esperienza maturata tra Wall Street e la politica economica statunitense, continua a monitorare attentamente i segnali di mercato, mettendo in guardia contro un eccessivo ottimismo e i pericoli di un nuovo ciclo di crisi, questa volta con un possibile epicentro nel settore tecnologico e del software, alimentato dall’espansione dell’intelligenza artificiale.






