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Home Economia

Italia secondo Paese Ocse per rapporto debito/PIL: i dati

Secondo il nuovo rapporto OCSE, il debito sovrano globale tocca livelli record. In Italia migliora rispetto al picco pandemico, ma resta cruciale la sfida sulla sostenibilità

by Giacomo Camelia
4 Marzo 2026
Il logo dell'Ocse

Ank Kumar, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Parigi, 4 marzo 2026 – L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha pubblicato oggi il suo rapporto sul debito globale, evidenziando una crescita del rapporto debito/PIL in 27 paesi membri nel 2025 rispetto all’anno precedente. Tra questi, l’Italia si conferma con il secondo rapporto debito/PIL più alto dell’area OCSE, pur con un valore che nel 2025 è risultato inferiore di 11 punti percentuali rispetto al picco raggiunto durante la pandemia di Covid-19 nel 2020.

Il debito sovrano e il rapporto debito/PIL nei Paesi OCSE

Secondo il rapporto presentato a Parigi, il debito sovrano complessivo nei paesi OCSE ha raggiunto un massimo storico di 61.000 miliardi di dollari nel 2025, segnando un aumento significativo dai 55.000 miliardi del 2024. Questo incremento rappresenta il maggiore aumento annuo dall’inizio della pandemia, in parte attribuibile al deprezzamento del dollaro statunitense. Tuttavia, il rapporto debito/PIL complessivo nell’area è rimasto stabile all’83% tra il 2024 e il 2025, con una previsione di crescita all’85% nel 2026, che sarebbe il livello più alto dal 2021.

Nel dettaglio, tra i Paesi del G7, il rapporto debito/PIL è rimasto invariato rispetto al 2020 in Canada, Stati Uniti e Regno Unito, mentre in Francia e Germania è aumentato rispettivamente di 5 e 2 punti percentuali. L’Italia, pur detenendo uno dei livelli più elevati, ha registrato un miglioramento rispetto al picco pandemico.

Spesa per interessi e sostenibilità del debito pubblico

Il rapporto OCSE sottolinea inoltre che la spesa per interessi nei paesi membri resta elevata, attestandosi al 3,3% del PIL, un valore vicino al picco del 3,4% registrato negli ultimi dieci anni. Questa dinamica pesa sulla sostenibilità del debito, soprattutto in un contesto di debito pubblico elevato come quello italiano.

Recenti studi economici indicano che la sostenibilità del debito pubblico dipende anche dall’efficacia delle politiche fiscali adottate. In particolare, è emerso che politiche di consolidamento fiscale basate su tagli della spesa pubblica, soprattutto in paesi con alti livelli di debito/PIL, possono risultare controproducenti, causando una riduzione della crescita economica e un aumento del rapporto debito/PIL. Al contrario, incrementi mirati degli investimenti pubblici possono favorire la crescita del PIL e contribuire a ridurre il rapporto debito/PIL, migliorando la sostenibilità fiscale in un’ottica di lungo termine.

L’Italia, con un rapporto debito/PIL tra i più elevati dell’OCSE, si trova così a dover bilanciare la necessità di consolidamento fiscale con l’importanza di stimolare la crescita economica attraverso politiche di spesa pubblica mirate e sostenibili.

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