Roma, 3 marzo 2026 – Il conflitto in Medio Oriente continua a pesare significativamente sull’economia delle famiglie italiane. Secondo una recente stima diffusa dal Codacons, l’impatto economico della guerra si traduce in un aumento dei costi annui per nucleo familiare compreso tra 614 e 818 euro. Questo incremento riguarda principalmente i settori alimentari, energetici e dei trasporti, con ripercussioni dirette sul potere d’acquisto delle famiglie.
Crisi in Medio Oriente: incremento dei costi per alimentari e bevande
L’associazione dei consumatori ha calcolato che, in caso di un aumento dell’1% dei prezzi nel comparto alimentare e delle bevande, la spesa aggiuntiva per una famiglia tipo si aggirerebbe intorno ai 64 euro annui, mentre per un nucleo familiare con due figli la stangata supererebbe i 93 euro. Complessivamente, questo si tradurrebbe in un aggravio di circa 1,65 miliardi di euro solo per l’acquisto di cibo e bevande. Questo fenomeno è strettamente legato all’instabilità geopolitica nella regione del Medio Oriente, che coinvolge paesi chiave come Arabia Saudita, Iran, Israele e altri, con un impatto diretto sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi delle materie prime.
Energia e trasporti: rincari a doppia cifra
Il rialzo delle quotazioni del petrolio Brent e Wti, rispettivamente aumentati del 16,6% e 14,3% rispetto ai livelli pre-conflitto del 27 febbraio 2026, si riflette anche sul costo dei carburanti. La benzina alla pompa è stimata salire a 1,805 euro al litro, con un aumento di circa 6,65 euro a pieno e un incremento annuo di 160 euro per una media di due pieni mensili. Il gasolio segue una dinamica simile, arrivando a 1,861 euro al litro, con un aggravio annuo di 165 euro.
Inoltre, le bollette di luce e gas potrebbero subire un incremento compreso tra il 10% e il 20%, portando a un aumento di spesa variabile tra 210 e 380 euro all’anno per famiglia. Anche i costi legati ai trasporti pubblici e privati sono previsti in crescita, con un rincaro medio del 5% che si tradurrebbe in un esborso aggiuntivo di circa 180 euro annui.
Il Codacons, associazione fondata nel 1986 con sede a Roma, che tutela i diritti dei consumatori, sottolinea come questi aumenti derivino direttamente dalla crisi in Medio Oriente, regione di primaria importanza geopolitica e produttiva, comprendente numerosi Stati strategici e vasti gruppi etnici e religiosi. La situazione continua a generare incertezze che si riflettono nei costi della vita quotidiana delle famiglie italiane.






