Milano, 2 gennaio 2026 – The Walt Disney Company ha raggiunto un accordo con la Federal Trade Commission (FTC) degli Stati Uniti per il pagamento di una sanzione di 10 milioni di dollari a seguito delle accuse di violazione della privacy dei minori su alcuni dei suoi canali ufficiali YouTube. L’azienda è stata contestata per non aver correttamente etichettato come “made for kids” una serie di video caricati sui canali Pixar, Disney+, e Disney Animation Studios, relativi a celebri opere come Frozen, Coco e Gli Incredibili.
Violazione della privacy e mancato labeling su YouTube
Secondo quanto riportato dal Dipartimento di Giustizia Usa, la mancata classificazione dei contenuti come destinati ai bambini ha impedito l’attivazione automatica delle protezioni previste dalla legge, in particolare dal Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA). Tale normativa, adottata nel 1998, vieta la raccolta consapevole di dati personali da parte di minori di età inferiore ai 13 anni senza il consenso dei genitori. L’assenza di questo filtro ha consentito la raccolta di dati personali e la trasmissione di pubblicità mirata, con contenuti che hanno accumulato miliardi di visualizzazioni.
YouTube ha introdotto all’inizio del 2020 l’obbligo per i creatori di contenuti di segnalare esplicitamente i video destinati ai minori, ma Disney non avrebbe rispettato questa disposizione su alcuni video, esponendosi così a una violazione della COPPA.
Implicazioni legali e reputazionali per Disney
Il patteggiamento da 10 milioni di dollari rappresenta per Disney più di una semplice sanzione finanziaria. Il caso mette in luce la difficoltà di coniugare i modelli di business basati sulla pubblicità digitale con le stringenti normative sulla protezione della privacy dei minori. Un portavoce Disney, intervistato da Axios, ha sottolineato che la questione riguarda esclusivamente la gestione dei contenuti su YouTube e non coinvolge le piattaforme proprietarie dell’azienda, ribadendo l’impegno a garantire il benessere e la sicurezza delle famiglie.
Tuttavia, l’accordo arriva in un contesto globale di crescente attenzione regolatoria verso la responsabilità delle piattaforme digitali nella tutela dei dati personali, specie quelli dei bambini, e segue analoghe sanzioni imposte a giganti tech come Google e TikTok. Per Disney, la vicenda solleva interrogativi importanti sulla reputazione e sulla fiducia del pubblico, elementi fondamentali per un marchio storicamente associato all’intrattenimento sicuro per le famiglie.




