Bruxelles, 3 aprile 2026 – La Commissione europea lancia un allarme senza precedenti sulla crisi energetica che sta investendo l’Unione Europea. Il commissario all’Energia, Dan Jorgensen, avverte che “il razionamento dei carburanti è una possibilità reale”, prospettiva che potrebbe influire pesantemente sulla vita quotidiana dei cittadini europei e sul funzionamento di vari settori strategici, dal trasporto aereo a quello automobilistico.
La crisi energetica e il rischio razionamento dei carburanti
In un’intervista rilasciata al Financial Times, Jorgensen ha definito la situazione energetica dell’Europa come uno “shock duraturo e strutturale”. La crisi, innescata dall’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente e dalle tensioni sul petrolio iraniano, ha fatto emergere scenari critici in particolare per i carburanti destinati ai trasporti, settore per il quale le alternative rinnovabili sono ancora limitate.
Secondo la testata specializzata Argus, diversi Paesi europei stanno rapidamente esaurendo le scorte di carburante per aerei: il Portogallo potrebbe restare senza in soli quattro mesi, l’Ungheria in cinque, la Danimarca in sei, mentre Italia e Germania hanno riserve per circa sette mesi. Francia e Irlanda potrebbero reggere fino a otto mesi. La Polonia rappresenta un’eccezione grazie alla sua quasi autosufficienza nel settore.
La chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico stanno aggravando ulteriormente la situazione, rendendo la crisi energetica “grave e prolungata”, come sottolineato da Bruxelles.
Le contromisure dell’Unione Europea e il ruolo dell’Italia
Di fronte a questo scenario, la Commissione europea sta valutando tutte le opzioni per attenuare l’impatto della crisi. Si discute infatti di un possibile summit straordinario dei 27 Stati membri, da convocare probabilmente a maggio, per affrontare in modo coordinato la questione energetica.
Un’ulteriore misura allo studio è il rilascio di nuove riserve strategiche di petrolio, dopo quelle già autorizzate dall’Agenzia Internazionale dell’Energia all’inizio del conflitto. Inoltre, l’UE sta considerando di incrementare gli acquisti di carburante dagli Stati Uniti, anche se questa scelta si scontra con differenze normative tra i due blocchi: ad esempio, le regole sul punto di congelamento del carburante per aerei sono diverse negli Usa (-40 gradi) e nell’Unione (-47 gradi), complicando le importazioni.
In questo contesto, si segnala anche l’attività diplomatica della Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, che ha recentemente effettuato un blitz nel Golfo Persico, sottolineando l’impegno dell’Italia nel cercare soluzioni alla crisi energetica e nel mantenere aperti i canali di dialogo con i Paesi produttori. La crisi, infatti, non lascia spazio agli ottimisti e mette alla prova la capacità di reazione coordinata dell’Europa e dei suoi Stati membri.






