Il diesel, da sempre il carburante preferito per risparmiare, ha perso il suo vantaggio a partire dal gennaio 2026. La Legge di Bilancio per il 2026 ha cambiato le carte in tavola sulle accise. Da gennaio, la tassa sulla benzina è calata di 4,05 centesimi al litro, mentre quella sul gasolio è salita della stessa cifra. In pratica, l’imposta è uguale per entrambi: 672,90 euro ogni mille litri. Fino ad oggi il diesel aveva il vantaggio di un’aliquota più bassa, ma ora è cambiato tutto.
Perché il diesel è rincarato anche prima delle nuove tasse
Il motivo per cui il diesel ha già superato la benzina negli ultimi mesi del 2025 non è solo la nuova accisa. A spingere i prezzi verso l’alto c’è soprattutto la domanda, che in Italia per il gasolio è ben più alta — circa il 65% dei carburanti venduti. Aggiungiamoci l’instabilità geopolitica che fa ballare i mercati del petrolio e il quadro è completo.
Il prezzo finale alla pompa si compone in larga parte di accise e Iva , del costo internazionale del petrolio e di margini industriali e distributivi . Il prezzo del Brent, le tensioni internazionali e le limitazioni nell’offerta tengono alto il costo del gasolio. I benzinai, per esempio, sottolineano che gli aumenti derivano soprattutto dal costo del petrolio e dall’Iva che lo segue, mentre le compagnie avrebbero potuto gestire meglio la situazione per limitare gli scossoni ai consumatori.
Cosa significa tutto questo per gli automobilisti e il mercato
Il diesel resta la scelta dominante nelle auto usate, anche se le nuove immatricolazioni diesel sono poche. Questo fa sì che la domanda di gasolio rimanga solida e difficilmente tornerà a costare meno della benzina nel breve periodo.
Sul fronte delle soluzioni, si parla di ridurre le accise per limitare l’aumento, ma questa mossa da sola non basterà a cancellare il problema. Serve un intervento rapido per evitare che il mercato diventi ancora più volatile, magari spinto da speculazioni che potrebbero far lievitare ulteriormente i prezzi.
Insomma, il 2026 è un anno di cambiamenti importanti per chi fa il pieno. La gestione delle tasse e delle tensioni internazionali sul petrolio sarà decisiva per il futuro dei prezzi alla pompa e, di conseguenza, per le tasche degli automobilisti.






