Roma, 5 gennaio 2026 – In vista della tradizionale festività dell’Epifania, che in Italia vede protagonisti i doni della Befana, si registra un marcato aumento dei prezzi dei prodotti tipici legati a questa ricorrenza. A rilevarlo sono le principali associazioni dei consumatori, tra cui Federconsumatori e Codacons, che denunciano un aumento generalizzato dei costi, con rincari significativi per le calze già confezionate e per i prodotti a base di cioccolato.

Federconsumatori: rincari fino al 14% per le calze pronte
Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (O.N.F.), i prezzi dei prodotti tradizionali dell’Epifania registrano un aumento medio del 7%. In particolare, le calze della Befana già pronte sono quelle che subiscono i maggiori rincari, con un +14%. Parallelamente, i prezzi dei cioccolatini e delle tavolette di cioccolato sono cresciuti del 13%, mentre altri dolciumi come caramelle e gomme da masticare hanno subito aumenti tra il 3% e l’8%. Anche il tradizionale carbone dolce non è immune: il suo prezzo è salito del 3%.
Nonostante il caro prezzi, la tradizione della calza della Befana rimane salda: oltre 8 famiglie italiane su 10 con bambini non rinunciano a questo rito. Interessante è inoltre la diffusione di questa tradizione anche tra gli adulti, con circa 6 italiani su 10 che dichiarano di regalare o ricevere calze con piccoli doni simbolici, che spaziano da dolciumi a libri e decorazioni.
Federconsumatori sottolinea inoltre alcune tendenze per la Befana 2026. Si conferma il successo delle calze pronte, spesso a tema con personaggi di cartoni animati, supereroi o serie TV, preferite per la loro praticità nonostante il costo più elevato. Si registra anche una maggiore attenzione verso la qualità dei prodotti, con consumatori sempre più attenti agli ingredienti e al packaging sostenibile, e una riduzione delle quantità acquistate per evitare sprechi.
Codacons: il prezzo del cioccolato spinto dal mercato internazionale
Anche il Codacons conferma un aumento significativo dei costi per la calza della Befana, con un rincaro medio del 9,1% sui prodotti a base di cioccolato rispetto all’anno precedente. Alla base di questo aumento vi è la forte impennata del prezzo del cacao sui mercati internazionali, materia prima essenziale per la produzione del cioccolato.
L’associazione spiega come questo trend non dia segni di inversione e si sommi agli aumenti dei costi di altre componenti della filiera produttiva, incidendo ulteriormente sui prezzi finali. Il Codacons mette in guardia sul rischio che il cioccolato, un tempo prodotto tradizionale e popolare, possa diventare un bene di lusso, con un impatto diretto sulle abitudini di consumo delle famiglie italiane.
Confcooperative: spesa complessiva per la Befana a 2,4 miliardi di euro
Sul fronte della spesa complessiva legata alla festività dell’Epifania, Confcooperative stima che gli italiani spenderanno circa 2,4 miliardi di euro nel 2026, con un incremento di 100 milioni rispetto all’anno precedente. La spesa, tuttavia, è caratterizzata da una crescente polarizzazione: mentre il 68% degli italiani intende contenere le spese dopo il periodo natalizio, un 22% ha deciso di aumentare il budget destinato ai regali, privilegiando la qualità.
La tipologia dei regali varia sensibilmente a seconda delle aree geografiche: al Sud dominano i giocattoli, in particolare quelli tecnologici e interattivi come robot educativi e tablet; al Centro si confermano le calze di dolciumi, ma cresce l’interesse per esperienze come laboratori creativi e visite a musei; al Nord prevale l’abbigliamento. Significativo è anche l’aumento del turismo legato all’Epifania, con circa 8 milioni di italiani che scelgono di partire, soprattutto verso destinazioni nazionali come borghi storici, località montane e termali, e città d’arte.
Confcooperative evidenzia inoltre le difficoltà di circa 10 milioni di italiani che vivono in condizioni di povertà assoluta o relativa, e la crescente preoccupazione del ceto medio per la tenuta del potere d’acquisto, messo sotto pressione dai prezzi elevati e da redditi stagnanti.






