Roma, 24 febbraio 2026 – L’ex ministro dell’Economia e attuale senatore di Fratelli d’Italia, Giulio Tremonti, ha espresso la sua analisi sull’attuale situazione relativa all’accordo sui dazi tra l’Unione Europea e gli USA, sottolineando che l’intesa definitiva non è ancora stata raggiunta e che serve soprattutto a contenere il crescente numero di ricorsi legali in seguito alla recente decisione della Corte Suprema statunitense.
Tremonti, la situazione dopo la sentenza della Corte Suprema
Nel corso di un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, Tremonti ha evidenziato come, a seguito della pronuncia della Corte Suprema degli Stati Uniti, si stia già verificando una “valanga di ricorsi” da parte di imprese che chiedono la restituzione dei dazi pagati nei mesi scorsi. Questo scenario mette in discussione i termini dell’accordo firmato dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, con l’amministrazione Trump a luglio 2025 in Scozia.
L’ex ministro ha ricordato che l’intesa si componeva di due elementi fondamentali: l’abbassamento dei dazi al 15% e l’impegno dell’Europa a sostenere con investimenti significativi il mercato statunitense. Tuttavia, Tremonti ha sottolineato che tale accordo ha una natura più politica che industriale, poiché la Commissione Europea ha competenze limitate in materia industriale e non può investire direttamente risorse del bilancio europeo negli Stati Uniti.
Implicazioni per l’industria e il sistema produttivo italiano
Secondo Tremonti, la difficile situazione negoziale, con una possibile revisione dei termini dell’accordo e l’ipotesi di nuovi dazi a 150 giorni, fa prevedere un aumento dei contenziosi legali, il cui esito rimane incerto. Questo clima di incertezza rischia di indebolire anche la componente industriale dell’intesa, perché difficilmente un sistema impegnato nella richiesta di restituzione dei dazi potrà aumentare i propri investimenti nel Paese che li ha imposti.
In parallelo, il governo italiano ha recentemente affrontato in Parlamento un’informativa urgente sulle conseguenze dell’introduzione dei dazi sul sistema produttivo nazionale, con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha ribadito la necessità di un approccio cauto e responsabile nell’ambito dei negoziati commerciali, enfatizzando il ruolo dell’Europa come interlocutore coeso e unito.






