Bologna, 14 marzo 2026 – Nel panorama internazionale della street art, il nome di Banksy continua a suscitare fascino e mistero. L’artista britannico, noto per le sue opere provocatorie e satiriche realizzate con la tecnica dello stencil, mantiene un alone di segretezza intorno alla sua vera identità, oggetto di innumerevoli speculazioni negli ultimi decenni. Tra le ipotesi più accreditate, quella che identifica l’elusivo writer con Robin Gunningham, originario di Bristol, o con Robert Del Naja, frontman dei Massive Attack e figura storica della scena artistica e musicale underground inglese. Un’identità finalmente svelata grazie ad una mastodontica inchiesta portata avanti dall’agenzia Reuters.
La mostra a Palazzo Fava e le conferme sull’identità di Banksy
Giovedì 26 marzo 2026, a Bologna, a Palazzo Fava, si inaugura la mostra “Banksy Archive 01. The School of Bristol 1983-2005”, che offre un’approfondita ricostruzione dell’universo creativo di Banksy. L’esposizione intende celebrare un artista che ha rivoluzionato la street art, fondendo impegno sociale, ironia e un’arte che sfugge agli schemi tradizionali.
A pochi giorni dall’apertura della mostra, un’inchiesta condotta dall’agenzia Reuters ha confermato con nuovi riscontri che Banksy sarebbe Robin Gunningham, nato nel 1974 a Yate, nelle vicinanze di Bristol. Un dettaglio di rilievo emerso è il cambio legale di nome da parte di Gunningham, che oggi si fa chiamare David Jones, nome comune nel Regno Unito e omaggio velato a David Bowie, la cui icona ha ispirato uno dei ritratti più celebri di Banksy: quello della regina Elisabetta.
Parallelamente, l’indagine Reuters ha rilanciato la figura di Robert Del Naja, alias 3D, esponente di spicco dei Massive Attack e già sospettato di essere Banksy. Oggi si parla di una collaborazione tra i due, con opere realizzate in sinergia. Del Naja, originario di Brighton e attivo sia come musicista che come writer, ha spesso intersecato la sua arte con quella di Banksy, consolidando il legame tra musica e street art che caratterizza la scena di Bristol.

Banksy, un’icona della street art e della protesta sociale
Banksy è riconosciuto come uno dei massimi interpreti della post-graffiti e della guerrilla art. Le sue opere, diffuse in tutto il mondo su muri, ponti e spazi pubblici, affrontano tematiche come la politica, le ingiustizie sociali, la guerra, l’inquinamento e il potere mediatico, con un linguaggio immediato e spesso ironico. Utilizzando soggetti ricorrenti come topi, poliziotti, bambini e animali, Banksy riesce a trasformare lo spazio urbano in un luogo di riflessione collettiva.
Un esempio emblematico è il murale realizzato nel 2022 a Horenka, in Ucraina, tra le rovine di un edificio bombardato, dove Banksy ha rappresentato un uomo con protesi immerso in una vasca da bagno, simbolo di resilienza in un contesto di distruzione. Questo gesto artistico ha confermato l’impegno politico e sociale dell’artista, che condivide la sua arte anche in contesti di conflitto.
La tecnica e l’anonimato: lo stencil come cifra distintiva
La scelta della tecnica dello stencil è stata determinante per Banksy, consentendogli di operare con rapidità e precisione, evitando l’intervento delle forze dell’ordine. Questa modalità, mutuata da altri artisti della scena underground come Blek le Rat, ha permesso a Banksy di diventare un punto di riferimento globale, con opere leggibili e immediatamente riconoscibili.
L’anonimato è da sempre una componente fondamentale della sua poetica: Banksy ha dichiarato più volte che mantenere nascosta la propria identità è essenziale, dato che la sua arte è spesso illegale. La leggenda dell’artista misterioso alimenta il fascino intorno alle sue opere, che hanno trasformato la cultura urbana e la percezione dell’arte pubblica.
Robert Del Naja e il legame con Banksy
Robert Del Naja, nato nel 1965, è una figura chiave nella scena artistica di Bristol e nel mondo della musica trip hop. La sua carriera come writer e frontman dei Massive Attack lo ha portato a intrecciare arte visiva e sonorità innovative. Nonostante abbia sempre negato con fermezza di essere Banksy, il suo stretto rapporto con l’artista e la sovrapposizione geografica e creativa con Gunningham hanno alimentato il dibattito.
Nel 2026, l’inchiesta Reuters ha ulteriormente rafforzato l’ipotesi di una collaborazione o di un’identità condivisa tra Del Naja e Banksy, proponendo una lettura più sfumata che vede nell’artista un collettivo o una rete di creativi piuttosto che un unico individuo.
L’enigma intorno a Banksy, dunque, persiste, ma con sempre maggiore chiarezza sulle figure che ne compongono il mosaico, tra cui spiccano Robin Gunningham/David Jones e Robert Del Naja, due volti che incarnano lo spirito ribelle e innovativo della street art britannica contemporanea.






