Milano, 3 febbraio 2026 – A quasi tre anni dall’acquisizione da parte di Adelphi dei diritti editoriali delle opere di Philip Roth in Italia, il dibattito sul destino delle sue opere più celebri continua ad animare il mondo letterario e i lettori italiani. L’autore statunitense, nato a Newark nel 1933 e scomparso a New York nel 2018, è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi romanzieri della sua generazione, ma la sua presenza nelle librerie italiane è diventata sempre più rarefatta a seguito del cambio di casa editrice.
La controversa operazione editoriale che ha cambiato il panorama delle opere di Philip Roth in Italia
Nel marzo 2024, dopo mesi di trattative con l’agenzia letteraria Wylie, che gestisce l’eredità letteraria di Roth, Adelphi ha sottratto i diritti di pubblicazione alla storica casa editrice Einaudi, con la quale l’autore aveva un legame consolidato da decenni. Questo passaggio ha segnato una svolta significativa per il mercato editoriale italiano, provocando una profonda revisione del catalogo di Roth disponibile.
Da allora, Einaudi ha ritirato le copie delle opere di Roth dalle librerie, lasciando un vuoto che ha fatto lievitare i prezzi dei volumi usati sul mercato online, con copie di classici come Pastorale americana e Il complotto contro l’America raggiungendo quotazioni record. Nel frattempo, Adelphi ha avviato un processo di ritraduzione, partito nel 2025 con la nuova edizione di Lamento di Portnoy, il romanzo che consacrò Roth a livello internazionale nel 1969, noto per il suo linguaggio esplicito e la sua carica satirica.
Roberto Colajanni, editore di Adelphi, sentito da Repubblica, ha definito questa operazione “ambiziosa”, pur riconoscendo le difficoltà incontrate: “Mi dispiace per i lettori, ma la nostra intenzione è di rilanciare Philip Roth in Italia con nuove traduzioni e un’attenzione particolare alla sua produzione più rappresentativa. Presto ripubblicheremo i romanzi principali“. Tuttavia, ad oggi, la presenza nelle librerie è ancora limitata e la disponibilità dei titoli più amati rimane problematica.
Philip Roth: un gigante della letteratura americana tra autobiografia e critica sociale
Philip Roth ha lasciato un segno indelebile nella letteratura americana del XX secolo. Figlio di immigrati ebrei galiziani, la sua opera si caratterizza per una profonda esplorazione della condizione ebraica negli Stati Uniti, ma anche per un’analisi critica della società americana contemporanea. Roth ha utilizzato alter ego letterari, come Nathan Zuckerman, per affrontare temi di identità, desiderio, memoria e politica, spesso intrecciando elementi autobiografici con riflessioni universali.
Dopo il successo con Addio, Columbus (1959), e il romanzo controverso Lamento di Portnoy (1969), Roth ha consolidato la sua fama con una produzione vasta e articolata, che spazia dalla satira politica (La nostra gang) alla metafora esistenziale e autobiografica (Pastorale americana, vincitore del Pulitzer nel 1997). La sua narrativa è stata più volte proposta per il Premio Nobel, senza però ottenere l’ambito riconoscimento.
Roth ha inoltre lasciato un’impronta significativa con i suoi ritratti di famiglie, quartieri e identità culturali, in particolare quelle legate alla sua città natale, Newark, e alla periferia newyorkese. Le sue opere spesso si confrontano con la psicoanalisi, la letteratura ebraica e la storia americana, creando un corpus letterario di grande complessità e ricchezza.
Le sfide della traduzione e il futuro delle opere di Roth in Italia
La decisione di Adelphi di ritradurre le opere di Roth nasce dalla volontà di offrire al pubblico italiano una versione aggiornata e fedele all’originale, superando alcune delle limitazioni delle traduzioni precedenti pubblicate da Einaudi. La nuova edizione di Lamento di Portnoy del 2025 è stata accolta con interesse, ma la strada da percorrere è ancora lunga.
La difficoltà principale rimane il rapporto con i lettori, molti dei quali lamentano la scarsità di copie disponibili e la difficoltà di reperire i titoli più noti. Inoltre, la scelta di Adelphi di procedere con gradualità nella riedizione dell’intero catalogo ha generato una sorta di “sospensione” dell’offerta letteraria.
Nel frattempo, la presenza di Philip Roth sui mercati secondari ha alimentato un fenomeno speculativo che ha fatto salire i prezzi dei libri fuori catalogo. Ciò testimonia l’apprezzamento costante per l’autore, ma anche un disagio diffuso tra gli appassionati italiani.
L’operazione editoriale di Adelphi rappresenta dunque un progetto ambizioso e complesso, che mira a ridefinire la presenza di uno degli scrittori più influenti del Novecento nel panorama culturale italiano. Il ritorno in libreria dei grandi romanzi di Roth, tradotti con un nuovo sguardo, potrebbe segnare una nuova stagione per la sua lettura e interpretazione nel nostro paese.
