Chicago, 29 gennaio 2026 – È stato annunciato il nuovo aggiornamento del Doomsday Clock, noto in italiano come Orologio dell’Apocalisse, che segna ora 85 secondi prima della mezzanotte, il punto più vicino alla catastrofe globale mai raggiunto nella storia di questo simbolo ideato nel 1947 dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists. L’avanzamento di 4 secondi rispetto all’anno precedente riflette una crescente preoccupazione per le minacce globali che incombono sull’umanità, tra cui il riarmo nucleare, la crisi climatica, le sfide poste dall’intelligenza artificiale e la disinformazione.
Il significato e la storia dell’Orologio dell’Apocalisse
L’Orologio dell’Apocalisse è un simbolo metaforico che misura il rischio di un evento catastrofico globale, originariamente legato esclusivamente alla minaccia nucleare ma ampliatosi nel tempo per includere altri pericoli come il cambiamento climatico e le armi biologiche. Nato nel 1947 per iniziativa degli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists, fondato nel 1945 da fisici coinvolti nel Progetto Manhattan, l’orologio rappresenta la distanza temporale immaginaria che separa l’umanità da una potenziale distruzione totale, segnata dalla mezzanotte.
Fin dall’inizio, l’orologio è stato uno strumento di avvertimento: all’epoca della sua creazione, durante la Guerra Fredda, le lancette erano posizionate a sette minuti dalla mezzanotte. Da allora sono state spostate 27 volte, con la massima distanza raggiunta tra il 1991 e il 1995, quando la Guerra Fredda terminò e furono firmati importanti trattati di disarmo. La situazione è invece peggiorata negli ultimi anni: nel 2025 l’orologio segnava 89 secondi prima della mezzanotte, ora scesi a 85, il valore più critico mai registrato.

Le cause dell’avanzamento dell’orologio
L’ultima decisione di avvicinare ulteriormente le lancette è stata presa dallo Science and Security Board del Bulletin, in collaborazione con un panel di esperti, tra cui otto premi Nobel. Tra i motivi principali figurano: il continuo riarmo nucleare globale, l’aumento incontrollato delle emissioni di gas serra, la rapida ascesa dell’intelligenza artificiale senza regole chiare e la diffusione di strumenti tecnologici che minano la credibilità dell’informazione pubblica.
Daniel Holz, professore di fisica all’Università di Chicago e presidente del comitato, evidenzia come la mancanza di una leadership politica efficace si accompagni all’ascesa di autocrazie nazionalistiche in diverse parti del mondo. «Le nostre sfide più grandi richiedono fiducia e cooperazione internazionale, ma un mondo frammentato in un clima di “noi contro loro” rende tutti più vulnerabili», ha dichiarato.
Maria Ressa, giornalista filippina naturalizzata statunitense e premiata con il Nobel per la Pace nel 2021 per il suo impegno nella libertà di espressione, ha sottolineato l’importanza della verità condivisa: «Senza fatti, non c’è verità. Senza verità, non c’è fiducia. E senza questi elementi, la collaborazione radicale che serve oggi è impossibile». La giornalista ha definito la situazione attuale come un’“Armageddon dell’informazione”, aggravata dall’uso predatorio dell’intelligenza artificiale per diffondere disinformazione e divisione.
Le possibili strade per un futuro più sicuro
Nonostante il quadro inquietante, gli esperti del Bulletin sottolineano che esistono ancora margini per invertire la tendenza e allontanare le lancette dalla mezzanotte. Tra le azioni urgenti vi sono il rispetto della moratoria sui test nucleari esplosivi, la riduzione degli investimenti in difese missilistiche e la ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Russia, soprattutto in vista della scadenza imminente del trattato New START nel 2026.
Inoltre, è fondamentale stabilire accordi multilaterali per regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale, soprattutto per prevenire la sua applicazione in ambiti militari e nella creazione di minacce biologiche. Gli scienziati esprimono particolare allarme per i cosiddetti “batteri specchio”, organismi sintetici caratterizzati da molecole speculari a quelle naturali, potenzialmente in grado di eludere il sistema immunitario umano; benché attualmente non siano stati creati in laboratorio, la comunità scientifica chiede un blocco delle ricerche in tal senso.
Infine, un appello è rivolto alle istituzioni politiche, affinché si abbandonino politiche anacronistiche come la guerra contro le energie rinnovabili, che ostacola la transizione verso fonti energetiche sostenibili indispensabili per mitigare i cambiamenti climatici.
Il Doomsday Clock, oggi più che mai, resta un monito pressante sulla necessità di affrontare con urgenza e responsabilità le sfide esistenziali che minacciano il futuro dell’umanità.






