Roma, 27 gennaio 2026 – Un quadro linguistico in evoluzione quello delineato dall’Istat nell’ultimo rapporto sull’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere nel nostro Paese. Negli ultimi quaranta anni, si registra un netto calo nell’utilizzo del dialetto, soprattutto in ambito familiare, a vantaggio di una crescente diffusione della lingua italiana e di un ampliamento dell’uso delle lingue straniere, seppur con livelli di conoscenza ancora contenuti.
La riduzione dell’uso del dialetto in famiglia
Secondo i dati aggiornati al 2024, l’uso esclusivo o prevalente del dialetto in famiglia si è drasticamente ridotto, passando dal 32% nel 1988 al 9,6% nel 2024. Questo fenomeno riflette una trasformazione culturale profonda, con quasi la metà della popolazione di 6 anni e più (48,4%) che parla solo o prevalentemente italiano in tutti i contesti relazionali, dai rapporti familiari alle interazioni con estranei. In particolare, il 53,6% degli italiani usa prevalentemente l’italiano in famiglia, mentre solo il 38% continua a utilizzare il dialetto in questo ambito.
L’uso del dialetto si mantiene tuttavia più radicato nelle relazioni di prossimità: il 35,5% lo adopera tra amici, mentre l’uso nei rapporti con estranei si riduce al 13%. L’uso esclusivo del dialetto è limitato e circoscritto principalmente alla cerchia familiare e amicale, con appena il 2,3% della popolazione che ne fa uso in tutti i contesti relazionali.
Crescita della conoscenza delle lingue straniere
Parallelamente alla diminuzione dell’uso del dialetto, si segnala un significativo aumento della diffusione delle lingue straniere. Il 69,5% della popolazione dichiara di conoscere almeno una lingua straniera, con un incremento di 9,4 punti percentuali rispetto al 2015. L’inglese rimane la lingua straniera più diffusa, conosciuta dal 58,6% degli italiani, seguito dal francese (33,7%) e dallo spagnolo (16,9%).
Tuttavia, nonostante questo aumento, i livelli di competenza linguistica rimangono bassi: oltre la metà della popolazione (56,2%) dichiara un livello massimo “sufficiente” nella lingua straniera che conosce meglio. È significativo anche il dato relativo all’uso delle lingue straniere nei diversi contesti: circa il 10,1% parla un’altra lingua in almeno un ambito relazionale, con una grande differenza tra chi ha come lingua madre l’italiano (3,1%) e chi è madrelingua straniera (69,1%).
I dati dell’Istat confermano quindi una trasformazione profonda nel panorama linguistico italiano, che vede un progressivo abbandono dei dialetti tradizionali a favore di una maggiore permeabilità verso l’italiano standard e le lingue straniere, elementi fondamentali per la comunicazione nella società contemporanea.






