Roma, 9 marzo 2026 – Torna il tradizionale appuntamento primaverile con il patrimonio culturale italiano: nel weekend del 21 e 22 marzo si svolgerà la 34ª edizione delle Giornate FAI di Primavera, un evento diffuso su tutto il territorio nazionale che offrirà l’opportunità di visitare oltre 780 luoghi in 400 città. L’iniziativa, promossa dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), rappresenta uno dei momenti più significativi di valorizzazione e tutela del patrimonio artistico, storico e paesaggistico italiano.
Un patrimonio da scoprire e tutelare
Dal 1993, anno della prima edizione, le Giornate FAI di Primavera hanno coinvolto quasi 13 milioni e mezzo di visitatori, facendo conoscere e riscoprire più di 17.000 siti speciali in tutta Italia. L’evento è reso possibile grazie all’impegno di circa 7.500 volontari FAI e 17.000 “Apprendisti Ciceroni”, ovvero studenti delle scuole secondarie formati per guidare i visitatori attraverso le bellezze nascoste del patrimonio italiano.
Nel corso della conferenza stampa tenuta presso la sede del Ministero della Cultura, il Ministro Alessandro Giuli ha sottolineato l’importanza della sussidiarietà nella conservazione dei beni culturali, richiamando l’articolo 118 della Costituzione: «È un termine molto bello che dà l’idea di un’integrazione, di un complemento tra strumenti e persone, l’idea che nessuno basta a se stesso. Lo Stato rappresenta i cittadini, ma i cittadini devono e possono avere una parte attiva e consapevole, facendo le proprie scelte in libertà». Per Giuli, questa sussidiarietà si traduce in un “mutuo amore” tra il Ministero e il FAI, finalizzato a sostenere il primato dell’Italia nel campo dei beni culturali.
Tra le novità di questa edizione, una serie di aperture dedicate a celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, santo patrono d’Italia, valorizzandone l’eredità spirituale e culturale attraverso luoghi a lui legati.
Aperture straordinarie e luoghi simbolo
L’edizione 2026 delle Giornate FAI di Primavera vedrà l’apertura di luoghi spesso poco conosciuti o solitamente inaccessibili, offrendo ai visitatori esperienze uniche dal nord al sud del Paese. A Roma si potranno visitare il Palazzo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, progettato da Cesare Bazzani nel 1912, la Corte Suprema di Cassazione presso il Palazzo di Giustizia di Guglielmo Calderini, e il Palazzo della Cancelleria, uno dei primi esempi di architettura rinascimentale.
A Milano saranno visitabili il Palazzo delle Finanze degli anni Trenta, il Palazzo Turati, la Torre Libeskind e la sede Rai di Corso Sempione. A Torino, il Palazzo di Città, sede del Municipio con le sue sale decorate, accoglierà i visitatori. A Napoli si potranno ammirare lo Stadio Maradona e il Palazzo d’Avalos del Vasto, mentre in Liguria la celebre Lanterna di Genova sarà aperta al pubblico.
Il presidente del FAI, Marco Magnifico, ha ricordato che le Giornate di Primavera non sono un momento isolato ma un megafono per raccontare il lavoro quotidiano della Fondazione, che oggi gestisce 78 beni culturali, investendo 12 milioni di euro nel loro restauro e 2 milioni nella manutenzione ordinaria. Tra i beni più preziosi della Fondazione figurano l’Abbazia di San Fruttuoso, il Castello di Masino in Piemonte, la Villa Necchi Campiglio a Milano, la Baia di Ieranto in Campania e il giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi di Agrigento.
Un evento a sostegno della conservazione
Le visite alle Giornate FAI di Primavera sono offerte a contributo volontario e rappresentano un’occasione concreta per sostenere la missione della Fondazione. Le donazioni raccolte durante le giornate contribuiscono infatti alla manutenzione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, rendendo possibile l’apertura al pubblico di beni altrimenti inaccessibili.
Dal 1993 a oggi l’evento si è affermato come la più grande manifestazione nazionale dedicata alla cultura e al paesaggio, coinvolgendo ogni anno centinaia di migliaia di persone che, oltre a scoprire tesori d’arte e natura, contribuiscono attivamente alla loro tutela.
L’appuntamento primaverile si unisce così alla corposa rete di iniziative che il FAI porta avanti da oltre cinquant’anni per promuovere la conoscenza, la cura e la protezione del patrimonio italiano, facendo leva su un vasto movimento di volontari e sulla partecipazione attiva delle comunità locali.






