Nizza Monferrato, 9 febbraio 2026 – La drammatica vicenda legata al delitto di Zoe Trinchero, la 17enne brutalmente uccisa a Nizza Monferrato, ha visto protagonista anche Naudy Carbone, un musicista jazz di 30 anni di origini haitiane, adottato da una famiglia locale e residente in Piemonte sin dall’infanzia. Carbone è stato ingiustamente accusato dall’assassino confesso, il 19enne Alex Manna, e per questo ha rischiato un linciaggio da parte di cittadini scatenati da una campagna d’odio alimentata sui social.
Femminicidio Zoe Trinchero: il tentato linciaggio e le false accuse a Naudy Carbone
Naudy Carbone, noto nella zona come polistrumentista all’Accademia Musicale di Savona, è stato vittima di un feroce tentativo di linciaggio. La notte tra venerdì e sabato, una trentina di persone si sono radunate sotto la sua abitazione, armate di bastoni e coltelli, pronte a scagliarsi contro di lui sulla base di accuse infondate lanciate dal vero colpevole. Carbone ha raccontato di aver chiamato i carabinieri per salvarsi, sottolineando: “Ero il bersaglio più facile, per il colore della mia pelle e per le mie fragilità. Uno stigma che mi porto addosso da tempo”. L’intervento tempestivo dei militari ha evitato il peggio, ma la situazione ha evidenziato una pericolosa escalation di odio e pregiudizio.
Chi è Naudy Carbone
Naudy Carbone è un musicista con una carriera consolidata nel jazz, con esperienze come turnista in orchestre classiche e jazzistiche, e un ruolo decennale come timpanista per l’orchestra filarmonica di Helsinki. Nonostante la sua affermazione professionale, Carbone convive con fragilità di natura psichica, che lo avevano portato a qualche segnalazione alle forze dell’ordine. Proprio questa condizione è stata strumentalizzata da Alex Manna per deviare le indagini sull’omicidio di Zoe Trinchero. Il fratello Ruben ha denunciato la campagna di disinformazione e ha ringraziato le forze dell’ordine per aver salvato Naudy da una situazione potenzialmente fatale.
La confessione di Alex Manna e il ricordo di Zoe Trinchero
Alex Manna, inizialmente accusatore di Naudy Carbone, ha poi confessato di aver ucciso Zoe Trinchero dopo un litigio. Il 19enne ha ammesso di aver colpito la ragazza con dei pugni, motivando l’atto con un rifiuto ricevuto da lei. Zoe, che avrebbe compiuto 18 anni a ottobre, era una giovane solare e stimata nel suo paese, dove lavorava nel bar della stazione e stava per ottenere un contratto a tempo indeterminato. La madre Mariangela e la nonna paterna Loredana hanno espresso il loro dolore e il desiderio di giustizia, ricordando Zoe come una ragazza amata e rispettata da tutti.






