Nizza Monferrato, 8 febbraio 2026 – Una tragedia che ha scosso profondamente la comunità di Nizza Monferrato, nel cuore dell’Astigiano, dove la giovane Zoe Trinchero, di soli 17 anni, è stata brutalmente uccisa nella notte tra il 6 e il 7 febbraio. La ricostruzione degli eventi, aggiornata con le ultime dichiarazioni degli investigatori, descrive un femminicidio scaturito da un rifiuto, con un epilogo drammatico che ha lasciato senza parole amici, familiari e conoscenti.
La dinamica del femminicidio di Zoe Trinchero
Zoe, che lavorava part-time nel bar della stazione di Nizza Monferrato con un contratto prossimo al rinnovo a tempo indeterminato, aveva terminato il turno intorno alle 21 di venerdì 6 febbraio. Dopo aver trascorso la serata con alcuni amici in una birreria del centro storico, la ragazza si è allontanata con Alex Manna, un giovane di 20 anni, già fidanzato, con cui non aveva una relazione sentimentale.
Dalle indagini condotte dai carabinieri e coordinate dal pm Giacomo Ferrando, emerge che Manna avrebbe tentato un approccio con Zoe, rifiutato dalla ragazza. Da quel momento è scattata una lite violenta: il giovane, con un passato da pugile, avrebbe sferrato uno o due pugni al volto di Zoe e, dopo una colluttazione in cui la vittima ha tentato di difendersi, l’avrebbe strangolata. Il corpo di Zoe è stato poi gettato nel rio Belbo, in un tratto che attraversa il centro abitato, dove è stato ritrovato senza vita poco prima della mezzanotte.
La confessione e le prime false piste
Inizialmente, Manna aveva tentato di sviare i sospetti accusando un altro giovane nordafricano del paese, noto per problemi psichiatrici, il quale però non aveva alcun coinvolgimento nell’omicidio. Questa falsa accusa aveva provocato tensioni nella comunità, tanto da rendere necessario l’intervento dei carabinieri per proteggere l’innocente da un possibile linciaggio.
Dopo ore di interrogatorio e alla presenza del suo avvocato, Alex Manna ha infine confessato l’omicidio, ammettendo di aver reagito in modo spropositato di fronte al rifiuto di Zoe. Ha riferito che la ragazza si era opposta con forza, cercando aiuto, ma non è riuscita a sottrarsi alla violenza. Il giovane ha poi cambiato i vestiti sporchi di sangue e ha tentato di nascondere la verità agli amici, fino alla confessione.
La manifestazione di Non Una di Meno ad Asti per Zoe Trinchero
L’associazione Non Una di Meno di Asti ha espresso con forza il proprio sconcerto per la morte di Zoe, sottolineando come questa tragedia interroghi radicalmente il modello educativo e culturale della società contemporanea. Zoe aveva diciassette anni, l’autore del femminicidio, un giovane di venti anni, ha confessato il delitto. Secondo il collettivo, il colpevole non è “l’altro” né una figura estranea, ma “il figlio sano del patriarcato”: un uomo cresciuto in una cultura del possesso che non insegna a riconoscere i limiti, rispettare i confini e assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
“Non possiamo più fingere che questo non dica nulla sulle generazioni che stiamo crescendo”, afferma Non Una di Meno, ribadendo la necessità di un cambiamento profondo che parta dall’educazione affettiva, dal rispetto reciproco e dalla prevenzione della violenza di genere fin dall’infanzia. Il presidio vuole porre l’accento anche sulla gravissima assenza, nella provincia di Asti, di un centro antiviolenza femminista, lasciando così sole le donne, le ragazze e le soggettività più vulnerabili.
Il cordoglio della comunità di Nizza Monferrato e le testimonianze degli amici
Nel frattempo, la comunità di Nizza Monferrato è sotto choc. Il sindaco Simone Nosenzo ha proclamato lutto cittadino per il giorno dei funerali di Zoe, che ancora non hanno una data ufficiale in attesa dell’esame autoptico. La giovane era conosciuta e benvoluta in città, lavorava nel bar della stazione e si apprestava a ricevere un contratto a tempo indeterminato. La madre Mariangela la ricorda come una ragazza solare, con grandi sogni, tra cui quello di diventare psicologa per aiutare gli altri.
Un amico ha raccontato che venerdì sera Zoe era uscita con gli amici e, in un momento successivo, si era allontanata da sola, forse per incontrare qualcuno. Tra le testimonianze più significative c’è quella di Nicole, migliore amica di Zoe ed ex fidanzata dell’assassino, Alex Manna. Nicole ha ricordato un rapporto segnato da episodi di possessività e aggressività da parte di Manna, che con lei era ossessivo e geloso, sebbene non avesse mai alzato le mani. Gli amici parlano di frequenti scatti d’ira incontrollata da parte del 20enne.
Il presidio di questa sera ad Asti è dunque un momento cruciale di sensibilizzazione per tutta la comunità, che si unisce nel ricordo di Zoe e nella lotta contro la violenza di genere, chiedendo a gran voce un cambiamento culturale e sociale che impedisca che tragedie simili possano ripetersi.






