Avezzano, 12 marzo 2026 – Il caso della famiglia nel bosco continua a occupare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle autorità giudiziarie abruzzesi. La delicata situazione dei tre minori, ospitati in una casa famiglia a Vasto (Chieti) dopo l’allontanamento deciso dal Tribunale per i Minorenni de L’Aquila, si arricchisce di nuovi sviluppi che riguardano la tutela dei bambini e le tensioni tra genitori e istituzioni.
Famiglia nel bosco, tensione e visite limitate nella casa famiglia di Vasto
Il padre, Nathan Trevallion, si è recato di recente nella struttura portando un dono simbolico: uova provenienti dalle galline della loro casa nel bosco, un gesto che vuole mantenere il legame con l’ambiente familiare e dare conforto ai figli. Nathan, descritto come figura di equilibrio, può incontrare i bambini con una certa regolarità, mentre la madre Catherine Birmingham è ancora costretta a comunicarvi solo tramite videochiamata, a causa delle restrizioni imposte dal Tribunale. Gli avvocati della famiglia spiegano che i provvedimenti giudiziari non regolano ancora chiaramente le visite materne e che la situazione necessita di ulteriori approfondimenti.
All’interno della casa protetta, però, non mancano momenti di tensione: è recente un episodio di confronto acceso tra Catherine e la maestra incaricata dell’istruzione dei minori, che ha portato a un’interruzione anticipata delle lezioni. La difficoltà di adattamento dei bambini della famiglia nel bosco, che prima seguivano un percorso educativo basato sul metodo Steiner-Waldorf, si manifesta anche nella difficoltà di concentrazione e nelle manifestazioni di disagio emotivo.
Uno dei tre bambini, uno dei due gemelli, avrebbe iniziato questa mattina uno sciopero della fame dichiarando che non mangerà finché non potrà rivedere la madre. La donna, in base a un’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, è stata allontanata venerdì scorso dalla struttura di Vasto, in provincia di Chieti, dove i figli si trovano ospitati dal 20 novembre. In quella data, con un precedente provvedimento dello stesso tribunale, era stata sospesa la responsabilità genitoriale della coppia.
La vicenda è emersa dopo un episodio di intossicazione alimentare che aveva portato la famiglia in ospedale. In quell’occasione il personale sanitario ha segnalato la situazione ai servizi sociali.
La posizione delle autorità e la vigilanza sulla giudice Angrisano
La presidente del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, è stata costretta ad annullare una conferenza sul disagio giovanile ad Avezzano a causa delle minacce ricevute, soprattutto via social, che hanno portato a una vigilanza rafforzata e alla quasi assegnazione della scorta. In un comunicato congiunto con il procuratore David Mancini, la magistrata ha riaffermato che le decisioni prese mirano esclusivamente a garantire il benessere dei minori, senza pregiudizi ideologici verso i genitori.
Nel frattempo, la Garante per l’Infanzia dell’Abruzzo, Alessandra De Febis, ha visitato la struttura di Vasto per mediare e cercare di ricucire i rapporti tra le parti, sottolineando l’importanza di evitare ulteriori traumi ai bambini della famiglia nel bosco. La garante ha anche smentito categoricamente le voci di possibile adozione o separazione dei tre fratellini, confermando che l’obiettivo è la serenità e la stabilità del nucleo familiare.
Pareri esterni e prospettive future
Una relazione della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, frutto di un’osservazione esterna, ha raccomandato il ricongiungimento dei bambini con i genitori, sottolineando l’importanza della continuità affettiva per il superamento del disagio. La sorella di Catherine Birmingham, psicologa e docente universitaria, è arrivata dall’Australia per portare il proprio contributo al Tribunale, proponendo anche la possibilità di un rientro temporaneo dei bambini presso i nonni in Australia, una soluzione però giuridicamente complessa.
Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha espresso speranza affinché i bambini della famiglia nel bosco possano rimanere nella casa famiglia di Vasto per facilitare la vicinanza con il padre e i familiari, auspicando la costruzione di un progetto che valorizzi la figura di Nathan Trevallion come punto di riferimento stabile. Le condizioni di Catherine, considerata dall’ente giudiziario come elemento problematico nel nucleo, restano motivo di attenzione, ma il dialogo e il sostegno della comunità locale continuano a essere fondamentali.




