Roma, 2 aprile 2026 – La Corte d’Assise di Roma ha disposto una perizia psichiatrica su Francis Kaufmann, l’uomo accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili. La consulenza ha evidenziato una temporanea incapacità di stare in giudizio, con un suggerimento per un nuovo controllo tra 30 giorni a seguito della somministrazione continuativa di terapia farmacologica. I risultati definitivi saranno illustrati nella prossima udienza, fissata per il 13 aprile.
Le accuse e il contesto processuale
Francis Kaufmann, cittadino americano, è imputato per il duplice femminicidio della compagna Anastasia Trofimova e della loro figlia Andromeda, di appena un anno. La Procura di Roma contesta a Kaufmann il duplice omicidio aggravato da motivi futili e abietti, oltre all’occultamento di cadavere. I corpi delle due vittime furono rinvenuti nel giugno 2025 nel parco di Villa Pamphili, nascosti tra cespugli e sacchi neri. Le autopsie hanno confermato che entrambe sono state strangolate in momenti diversi: Anastasia fra il 3 e il 5 giugno, la bambina tra 24 e 35 ore prima del ritrovamento, probabilmente il 6 giugno. Inoltre, l’esame medico-legale ha evidenziato che la piccola non mangiava da giorni prima della morte.
Nelle precedenti udienze, Kaufmann si è presentato in aula con atteggiamenti altalenanti, anche piangendo e ripetendo di essere innocente, definendo i testimoni “mafiosi”. La difesa ha chiesto la perizia psichiatrica motivando un evidente deterioramento delle condizioni mentali dell’imputato, mentre la Procura si è opposta. La decisione finale sulla sua capacità di partecipare al processo sarà presa dopo la valutazione del diario clinico.
Aggiornamenti sul caso Villa Pamphili
Dalle indagini emergono ulteriori dettagli: tracce di liquido seminale riconducibili a Kaufmann sono state trovate su un sacco a pelo utilizzato per coprire il corpo di Anastasia, mentre sul reggiseno della donna e sui vestiti della bambina sono state rilevate tracce ematiche. Kaufmann, noto anche con l’alias Rexal Ford, era fuggito in Grecia dopo i delitti, per poi essere estradato in Italia.
Il processo, che vede coinvolte anche associazioni antiviolenza come parte civile, prosegue tra approfondimenti tecnici e valutazioni sulla salute mentale dell’imputato, con la prossima udienza in programma il 13 aprile.






