Roma, 3 marzo 2026 – Momenti di tensione nel cuore della Capitale, a pochi passi dalla sede del governo. Nel primo pomeriggio un trolley lasciato incustodito ha fatto scattare l’allarme nell’area di Largo Chigi, in pieno centro a Roma, rendendo necessario l’intervento degli artificieri e la chiusura temporanea della strada nei pressi di Palazzo Chigi.
Valigia sospetta davanti agli uffici della Presidenza del Consiglio
Il bagaglio è stato notato davanti alla vetrina di un negozio nello stesso edificio che ospita alcuni uffici della Presidenza del Consiglio. La segnalazione ha immediatamente attivato il protocollo di sicurezza: la zona è stata isolata e il traffico nei dintorni di Largo Chigi è stato bloccato per consentire le verifiche in sicurezza.
La presenza del trolley in un’area così sensibile, a ridosso del palazzo simbolo dell’esecutivo, ha reso necessario l’intervento degli artificieri, che hanno operato sotto il coordinamento delle forze dell’ordine per accertare l’eventuale pericolosità del contenuto.
Un secondo allarme in centro poche ore prima
L’episodio non è stato isolato. Intorno alle 13.30, un altro bagaglio sospetto era stato segnalato in piazza Venezia, nelle vicinanze del Vittoriano. Anche in quel caso era scattato l’allarme, poi rientrato dopo gli accertamenti effettuati dalla polizia, che hanno escluso la presenza di rischi.
La doppia segnalazione nel giro di poche ore ha contribuito ad aumentare l’attenzione in una delle aree più frequentate e monitorate della città.
Intervento concluso: nessun pericolo e traffico riaperto
Dopo circa venti minuti di operazioni, gli artificieri hanno verificato che il trolley abbandonato a Largo Chigi non rappresentava alcuna minaccia. L’allarme si è quindi rivelato infondato.
Una volta esclusi pericoli legati al contenuto della valigia, la circolazione è stata progressivamente ripristinata, seppur inizialmente in modo parziale. Il bagaglio è stato poi caricato su una volante della Polizia per gli accertamenti del caso.
La situazione è tornata alla normalità nel giro di poco tempo, ma l’episodio ha riportato l’attenzione sui rigorosi dispositivi di sicurezza attivi nelle zone istituzionali della Capitale.






