Roma, 22 gennaio 2026 – In occasione dell’allestimento della camera ardente di Valentino Garavani, presso la sede di Pm23, si sono raccolte le parole di stima e riconoscenza di alcune figure istituzionali del panorama politico e culturale romano. Lo stilista, scomparso il 19 gennaio 2026, lascia un’eredità indelebile nel mondo della moda e nella cultura italiana, celebrato come un simbolo insostituibile del made in Italy.
Il ricordo di Roberta Angelilli: un’icona senza tempo

La vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ha espresso con commozione il valore artistico e culturale di Valentino, definendolo “un romano d’adozione, straordinario, e simbolo di arte, creatività, genio italiano”. Angelilli ha sottolineato che, nonostante la sua scomparsa, “la sua icona rimarrà per sempre nell’immaginario collettivo ed è il made in Italy per eccellenza”. Queste parole rappresentano un omaggio sentito a un uomo che ha contribuito in modo determinante all’affermazione internazionale della moda italiana, diventando un punto di riferimento per l’arte sartoriale e il lusso.
L’omaggio di Massimiliano Smeriglio: un debito di riconoscenza per Roma
Anche l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, ha voluto riconoscere il ruolo fondamentale di Valentino per la città e il Paese. “Roma ha un debito di riconoscenza, soprattutto negli ultimi anni”, ha dichiarato uscendo dalla camera ardente. Smeriglio ha evidenziato il lavoro della Fondazione Valentino che, con attenzione al contemporaneo e un’importante dimensione sociale, ha coinvolto negli ultimi progetti persone fragili e detenute, mostrando grande sensibilità e impegno sociale. Inoltre, l’assessore ha ricordato le recenti installazioni con l’artista Joana Vasconcelos, distribuite in tutta la città, come esempio di come moda, cultura e turismo possano intersecarsi per valorizzare il patrimonio culturale della capitale.
Valentino Ludovico Clemente Garavani, nato a Voghera nel 1932 e trasferitosi a Roma negli anni Cinquanta, ha rappresentato per oltre mezzo secolo uno dei protagonisti dell’alta moda italiana del Novecento. La sua carriera, iniziata con una formazione a Parigi presso l’École de la chambre syndicale de la couture parisienne, è stata segnata da successi internazionali, collaborazioni prestigiose e un contributo fondamentale alla diffusione globale del lusso italiano. Dalla prima collezione presentata a Firenze nel 1962 fino all’espansione globale negli anni Settanta e Ottanta, il marchio Valentino ha saputo mantenere un equilibrio tra tradizione sartoriale e innovazione stilistica.
Il ricordo di Valentino, sottolineano le istituzioni, non è solo quello di un grande stilista ma anche di un uomo che ha saputo coniugare moda e responsabilità sociale, lasciando un segno indelebile nella storia culturale e artistica italiana.






