23 gennaio 2026 – Una tragedia umanitaria si è consumata al largo delle coste di Lampedusa, dove, secondo le ultime ricostruzioni, sono presumibilmente morte le due gemelle di un anno provenienti dalla Guinea. Le bambine viaggiavano su un’imbarcazione di ferro sovraffollata, lunga appena 9 metri, partita da Sfax, in Tunisia, mercoledì 21 gennaio. L’imbarcazione ha affrontato condizioni proibitive a causa del ciclone Harry, che ha investito il Mediterraneo centrale, provocando il naufragio.
Le condizioni del viaggio nel Mediterraneo
Dopo quasi due giorni di navigazione, la Guardia Costiera italiana è riuscita a salvare 61 persone dell’imbarcazione, ma una di queste è poi deceduta e oltre venti risultano disperse, tra cui donne e bambini. Tra i sopravvissuti c’è anche un bambino di otto anni la cui madre è ancora dispersa. Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore UNICEF per la risposta ai migranti e rifugiati in Italia, ha espresso le “più sentite condoglianze ai familiari e a tutte le persone colpite da questa tragedia”, sottolineando che “quest’ultimo incidente evidenzia i rischi estremi cui sono esposti bambini, bambine e intere famiglie durante il loro disperato tentativo di raggiungere un luogo sicuro”.
L’UNICEF richiama l’attenzione sulla gravità della situazione nel Mediterraneo centrale, dove, secondo una sua analisi del 2025, circa un bambino al giorno muore o scompare nel tentativo di attraversare il mare dall’Africa all’Europa. “Molti naufragi non lasciano superstiti o non vengono registrati, per cui il numero reale di vittime minorenni è probabilmente molto più alto e praticamente impossibile da verificare”, ha aggiunto Dell’Arciprete.
L’appello dell’UNICEF
L’UNICEF chiede ai governi di attuare politiche efficaci e coordinate per garantire percorsi sicuri e legali, intensificare le operazioni di ricerca e salvataggio, e assicurare servizi essenziali di assistenza psicosociale, sanitaria e educativa per i bambini e le famiglie migranti. L’obiettivo è proteggere i diritti dei minori in ogni fase del loro viaggio e promuovere l’inclusione sociale nelle comunità ospitanti.
Il dramma delle gemelle di Guinea, così come gli oltre 2.200 morti registrati nel 2024 nel Mediterraneo, di cui quasi 1.700 sulla rotta centrale, conferma la necessità di un impegno internazionale più deciso e urgente per fermare la perdita di vite umane in mare.






