Milano, 28 febbraio 2026 – Nel pomeriggio di venerdì 27 febbraio un tram della linea 9 di Milano, un modello all’avanguardia entrato in servizio nel 2025, è deragliato mentre percorreva viale Vittorio Veneto, schiantandosi contro un edificio all’angolo con via Settembrini, a pochi passi da piazza Repubblica. L’impatto ha causato la morte di due persone e ha ferito almeno 54 passeggeri a bordo, molti dei quali trasportati d’urgenza nei principali ospedali milanesi.
Tram 9 di Milano, il drammatico incidente e le prime ricostruzioni
Erano circa le 16.11 quando il tram della linea 9, che proveniva da piazza della Repubblica e si dirigeva verso piazza Oberdan, ha improvvisamente deragliato all’incrocio con via Lazzaretto. Qui si trova uno scambio ferroviario che consente ai tram di deviare a sinistra, ma il mezzo avrebbe dovuto proseguire dritto. Secondo le prime indagini, il tram ha invece imboccato la svolta senza attivare il comando necessario, probabilmente a causa di un malore subito dal conducente, un sessantunenne con trent’anni di esperienza in ATM. Quest’ultimo ha riferito agli inquirenti: “Mi sono sentito male” e si trova attualmente ricoverato.
Il tram, viaggiando a una velocità superiore a quella consentita nel tratto, è deragliato, abbattendo un semaforo e sfondando la vetrina di un ristorante giapponese prima di fermarsi contro un edificio. Le immagini raccolte sul posto mostrano la violenza dell’incidente, tanto che alcuni testimoni lo hanno paragonato a un terremoto. Il bilancio delle vittime si è aggravato nel tardo pomeriggio, con il decesso del senegalese Abdou Karim Tourè, 58 anni, che era stato inizialmente soccorso ma è poi morto in ospedale a causa di un arresto cardiaco. L’altra vittima è Ferdinando Favia, 59 anni, residente a Vigevano (Pavia), imprenditore nel settore del marketing e della pubblicità, che è morto sul colpo dopo essere stato sbalzato fuori dal tram.

Le vittime e il contesto sociale
Le due vite spezzate appartengono a realtà molto diverse ma rappresentative della Milano contemporanea. Ferdinando Favia era un lavoratore autonomo, titolare di un’impresa individuale con sede a Vigevano, con una carriera consolidata nel marketing e nelle campagne pubblicitarie. Al momento dell’incidente, era seduto con la sua compagna, che è stata ricoverata in codice rosso al Fatebenefratelli e versa ancora in condizioni critiche.
Abdou Karim Tourè, invece, era un immigrato senegalese senza fissa dimora, parte di una comunità ben integrata in Lombardia, che ospita circa il 30% dei senegalesi italiani. Tourè viaggiava tranquillamente su quel tram di ultima generazione quando è stato violentemente scaraventato a terra dopo l’impatto. Malgrado gli sforzi dei medici del Niguarda, dove era stato trasportato d’urgenza, non è stato possibile salvarlo.
Il modello di tram coinvolto e l’intervento delle autorità
Il tram coinvolto nell’incidente è un Tramlink bidirezionale a tre casse, lungo 25 metri con 66 posti a sedere, uno dei nuovi mezzi di ATM entrati in servizio nel 2025 per modernizzare il trasporto di Milano. Questo tipo di veicolo è progettato per garantire maggiore flessibilità e sicurezza, ma l’incidente ha messo in luce criticità legate al fattore umano e probabilmente a un malore improvviso del conducente.
Subito dopo l’incidente, si è attivato il piano di emergenza regionale AREU, che ha coordinato l’intervento di 3 automediche, 1 auto infermieristica, 13 ambulanze e 2 mezzi di coordinamento per maxi emergenze. I feriti sono stati smistati tra diversi ospedali milanesi tra cui il Policlinico, Niguarda, Fatebenefratelli e San Raffaele, con cinque persone in condizioni gravi e la maggior parte ricoverata in codice giallo o verde.
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si è recato sul luogo dell’incidente definendo la tragedia un evento “improvviso e drammatico“, sottolineando la professionalità del conducente e la novità del mezzo. Ha inoltre evidenziato che il tram aveva saltato una fermata, ipotizzando che un malore abbia inciso sull’accaduto.

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso profondo cordoglio a nome del governo, manifestando solidarietà alle famiglie delle vittime e augurando pronta guarigione ai feriti. Anche l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha ringraziato le squadre di soccorso per la pronta risposta.
Le indagini e le verifiche tecniche
Le autorità stanno conducendo accertamenti approfonditi sulla dinamica dell’incidente che ha coinvolto il tram della linea 9 di Milano. Le rotaie erano state sottoposte a manutenzione ordinaria la sera precedente e lo scambio ferroviario risultava funzionante. Tuttavia, l’attenzione degli investigatori è concentrata sul comportamento del conducente e sulla possibile causa del malore.
L’inchiesta è aperta per omicidio colposo e lesioni colpose, con il Nucleo Radiomobile della polizia locale che coordina le verifiche sotto la supervisione del procuratore Marcello Viola e del pm Elisa Calanducci. L’analisi delle immagini, delle testimonianze e dei dati di bordo del tram sarà fondamentale per ricostruire con precisione l’accaduto.
Gli esperti sottolineano che i tram, veicoli elettrici su rotaie urbane, sono generalmente sicuri e dotati di sistemi di controllo avanzati, ma la componente umana resta determinante per la sicurezza della circolazione. Questo incidente riapre il dibattito sulla necessità di ulteriori misure di prevenzione, anche in relazione alla salute degli operatori su mezzi pubblici.






