Milano, 20 marzo 2026 – Il processo per il maxi rogo della Torre dei Moro, il grattacielo di 18 piani che il 29 agosto 2021 prese fuoco a Milano, si è concluso con la condanna di nove imputati a pene comprese tra gli 8 mesi e i 3 anni. Il rogo aveva trasformato l’edificio in una vera e propria “torcia”, distruggendo 26 appartamenti senza però causare vittime, grazie anche al fatto che molti residenti erano fuori città per le vacanze.
Le condanne per disastro colposo
Il Tribunale di Milano ha inflitto la pena più severa, 3 anni di reclusione a Teodoro Martinez Lopez, legale rappresentante della società spagnola Alucoil, che aveva prodotto i pannelli del rivestimento esterno “a vela” della Torre. Secondo l’accusa, questi pannelli si sarebbero incendiati rapidamente perché “altamente infiammabili”. Oltre a Martinez Lopez, sono stati condannati altri otto imputati per il reato di disastro colposo, con pene variabili da 8 mesi a 3 anni. Durante il processo, la Procura aveva richiesto 12 condanne con pene fino a 8 anni, ma la sentenza ha accolto in parte queste richieste. Tra gli assolti figurano tre imputati.
Il contesto dell’incendio alla Torre dei Moro
L’incendio aveva causato danni ingenti, con la distruzione totale della facciata e la fuga precipitosa dei condomini mentre i pannelli infuocati, oltre 1.400, volavano fino a 50 metri d’altezza. L’inchiesta si è concentrata in particolare sui pannelli Larsen PE con anima in polietilene, utilizzati per il rivestimento esterno, ritenuti dalla Procura causa principale della rapida propagazione delle fiamme. A processo erano finiti, oltre a Martinez Lopez, anche altri esponenti delle società coinvolte nella produzione, vendita e installazione dei pannelli, così come responsabili del progetto antincendio e della sicurezza. Sono stati invece prosciolti due funzionari dei vigili del fuoco, accusati in un primo momento di responsabilità nei controlli antincendio.
Il processo, davanti alla giudice Amelia Managò della sesta sezione penale del Tribunale di Milano, proseguirà con ulteriori approfondimenti. La vicenda ha rappresentato uno dei casi più eclatanti di disastro edilizio in città degli ultimi anni, attirando grande attenzione mediatica e normativa.






