Roma, 14 gennaio 2026 – Questa mattina, alle ore 11.30, una decina di giovani appartenenti a Forza Italia Giovani si sono radunati davanti all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran in via Nomentana 361, a Roma, per un sit-in di protesta volto a chiedere la libertà per il popolo iraniano. All’iniziativa hanno preso parte anche parlamentari e dirigenti di Forza Italia, tra cui il presidente dei senatori azzurri Maurizio Gasparri, il vicesegretario nazionale e responsabile del dipartimento esteri Deborah Bergamini e il vicesegretario nazionale Stefano Benigni. Presenti, inoltre, rappresentanti e manifestanti del movimento guidato da Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia.
Il sit-in di Forza Italia Giovani e le motivazioni della protesta

Secondo quanto dichiarato da Simone Leoni, segretario nazionale di Forza Italia Giovani, la manifestazione è stata organizzata in risposta alle “notizie raccapriccianti” provenienti da Teheran: violenze di massa, sparatorie, migliaia di arresti e centinaia di morti tra i manifestanti, molti dei quali giovani che chiedono con coraggio la libertà e i diritti fondamentali. “Doveroso essere qui davanti a un’ambasciata che sempre di più negli ultimi giorni si sta dimostrando essere l’ambasciata del terrore”, ha affermato Leoni, sottolineando il prezzo altissimo pagato dai giovani iraniani: oltre 12 mila vittime nella lotta per un paese democratico.
Un giovane iraniano ha preso la parola durante il sit-in dichiarando: “Il mio popolo ha bisogno di aiuto, combatte disarmato un regime che ha armi e importa terroristi da fuori”. La presenza di una bandiera israeliana tra i manifestanti ha inoltre sottolineato il carattere internazionale della protesta contro il regime degli Ayatollah.
Scontro politico e solidarietà internazionale
Al sit-in si è unito anche il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, che ha lanciato una critica politica chiara: “Oggi i 5 Stelle non hanno votato una risoluzione contro la dittatura iraniana. Questo dimostra quanto siano pericolose e spaccate le sinistre italiane”. Gasparri ha così evidenziato le divisioni interne nella politica italiana sul tema del sostegno ai diritti umani in Iran.
L’iniziativa di Forza Italia Giovani si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazioni italiane a sostegno dei manifestanti iraniani. Tra queste, un sit-in unitario è previsto per sabato 17 gennaio a Roma, promosso da riformisti, radicali, Azione e Liberaldemocratici, mentre altre forze politiche mostrano un atteggiamento più timido o diviso. Da parte loro, le comunità iraniane in diverse città italiane, come Genova, stanno organizzando manifestazioni di solidarietà.
Parallelamente, il figlio dell’ultimo scià, Reza Pahlavi, che vive negli Stati Uniti, continua a promuovere un progetto di transizione democratica per l’Iran, chiamato Iran Prosperity Project, che mira a garantire la stabilità e la ripresa economica del paese nel caso di caduta del regime. Pahlavi invita la comunità internazionale a sostenere i civili e a non negoziare con la dittatura, ribadendo il suo ruolo imparziale nel processo politico futuro e il diritto degli iraniani di scegliere liberamente il proprio destino.
Fonte: Marco Vesperini - Iran, sit-in di Forza Italia giovani davanti l'ambasciata della Repubblica islamica






