Roma, 3 gennaio 2026 – Un sit-in di protesta si è svolto oggi davanti all’ambasciata degli Stati Uniti a Roma in segno di solidarietà con Nicolás Maduro, recentemente catturato e trasferito negli Stati Uniti. L’evento ha visto la partecipazione di attivisti e giuristi internazionali, tra cui Fabio Marcelli, co-presidente del Centro di ricerca per la pace e la democrazia, che ha condannato con fermezza l’azione americana definendola una “violazione del diritto internazionale e dello stesso diritto statunitense”.
Fabio Marcelli: un sequestro illegittimo

Fabio Marcelli ha dichiarato che il rapimento di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores rappresenta “un sequestro criminale” compiuto dall’amministrazione statunitense, “senza alcuna motivazione credibile”. Per Marcelli, si tratta di un “fatto gravissimo” che conferma la natura “guerrafondaia” e la sistematica violazione del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti, in particolare sotto la presidenza di Donald Trump, che ha intensificato la pressione contro il Venezuela.
Il giurista ha espresso inoltre scetticismo riguardo al ruolo che il governo italiano potrà assumere nella vicenda, auspicando almeno una presa di posizione simile a quella del governo francese, che ha manifestato “serie perplessità” sull’accaduto. Sul piano internazionale, Marcelli si attende interventi dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, pur riconoscendo che il veto statunitense rappresenta un ostacolo significativo. Tuttavia, ha sottolineato che la maggioranza dei Paesi si schiererà contro questa forma di aggressione, difendendo l’unità del diritto internazionale.
La mobilitazione venezuelana e le ripercussioni internazionali
Secondo Marcelli, la resistenza del popolo venezuelano “non si esaurisce con il rapimento di Nicolás Maduro” e continuerà attraverso “istituzioni democratiche che restano estremamente solide”, opponendosi “alle illusioni degli imperialisti e dei loro servi sparsi nel mondo”.
Il presidente venezuelano, al potere dal 2013 e protagonista di un lungo e controverso mandato segnato da accuse di narcotraffico e violazioni dei diritti umani, è stato oggetto di una caccia internazionale che ha visto gli Stati Uniti aumentare progressivamente la taglia sulla sua cattura, ora stimata in 50 milioni di dollari. L’operazione di cattura è stata definita da alcune fonti come un’”uscita negoziata” tra Maduro e Washington, anche se rimangono ancora molte ombre su questo episodio senza precedenti nella storia recente delle relazioni internazionali.
Negli ultimi anni, il Venezuela ha attraversato una profonda crisi economica, politica e sociale, aggravata da sanzioni internazionali e tensioni con gli Stati Uniti, che hanno portato a una serie di scontri diplomatici e militari nella regione caraibica. Il nuovo ambasciatore americano a Roma, Jack Markell, insediatosi recentemente, si trova ora a dover gestire un quadro internazionale complesso, segnato da questa nuova crisi tra Washington e Caracas.






