Mentre Elly Schlein cerca di tenere unite le forze d’opposizione, al loro interno emergono divisioni significative sul tema della difesa. La questione è esplosa dopo un post di Giuseppe Conte, che ha criticato il governo di Giorgia Meloni per l’aumento degli investimenti militari. Secondo il leader del M5S, la premier avrebbe ricevuto un riconoscimento dal segretario generale della Nato, Jens Rutte, per aver superato in un solo anno il 2% del Pil destinato alla difesa. Conte ha precisato che si tratta di una cifra pari a 45 miliardi di euro, con un incremento di 12 miliardi in dodici mesi, e ha lanciato una frecciata: il governo sembra ora orientato a raggiungere il 5% del Pil su impulso di Donald Trump.
Calenda risponde con durezza
Le dichiarazioni di Conte hanno immediatamente suscitato una reazione da parte di Carlo Calenda. In un post sui social, l’ex ministro ha commentato con toni severi: sebbene sarebbe auspicabile avere una difesa più moderna e capace, gli aumenti attuali sarebbero solo «una cosmesi contabile». Calenda ha poi ricordato come lo stesso obiettivo del 2% fosse stato confermato da Conte durante il suo mandato da Presidente del Consiglio, in linea con le indicazioni di Trump. L’ex leader di Azione ha concluso affermando che questo episodio mette in luce l’inadeguatezza di Conte a tornare a guidare il governo.
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