Milano, 30 marzo 2026 – Nuove misure cautelari sono state eseguite oggi dalla Digos di Milano nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri al Corteo ProPal avvenuto il 22 settembre scorso, concluso con violenti tafferugli davanti alla Stazione Centrale. Dopo le prime sei misure cautelari notificate lo scorso 18 marzo, la Procura ha disposto ulteriori otto obblighi di firma e di dimora nei confronti di giovani antagonisti coinvolti negli incidenti.
Le misure cautelari per gli scontri al corteo ProPal del 22 settembre
La nuova ordinanza, coordinata dalla pm Francesca Crupi e firmata dal gip Giulia D’Antoni, è stata emessa dopo gli interrogatori preventivi del 25 marzo. Gli otto indagati, per lo più giovani militanti di centri sociali milanesi, si sono difesi davanti al giudice, sottolineando di non aver avuto l’intenzione di provocare scontri ma di essersi trovati coinvolti in una situazione caotica e confusa. L’accusa principale è quella di resistenza aggravata, con contestazioni aggiuntive di lesioni a agenti, interruzione di pubblico servizio e porto abusivo di armi improprie.
Il gip ha respinto la richiesta della Procura di disporre arresti domiciliari, ritenendo che misure meno restrittive come l’obbligo di firma e di dimora siano sufficienti, soprattutto considerando la giovane età degli indagati e la necessità di non compromettere i loro percorsi di studio e formazione. Le condotte degli indagati sono state definite come “violenza e ribellione”, frutto di “un’espressione esasperata della volontà di affermazione degli ideali”, ma al contempo è emerso un “processo interno di rivisitazione critica del proprio comportamento”.
La campagna di solidarietà e il contesto delle manifestazioni
A sostegno delle persone indagate è stata lanciata la campagna di raccolta fondi “Il 22 settembre io c’ero”, promossa da Csa Lambretta, Gaza Freestyle e il collettivo Zam, di cui fanno parte 13 degli indagati. Gli attivisti sottolineano che quel giorno era “impossibile restare fermi davanti a quanto stava accadendo a Gaza” e che il blocco era un modo per rendere visibile una realtà altrimenti ignorata.
Dall’inizio delle indagini sono 17 gli indagati e 27 i denunciati, con divieti di partecipare a manifestazioni in forma di corteo. Gli scontri del 22 settembre rappresentano uno degli episodi più significativi delle proteste pro Palestina che hanno coinvolto anche altre città italiane, come dimostrano le recenti manifestazioni a Roma, dove migliaia di persone hanno protestato pacificamente contro il conflitto in Medio Oriente.
Le forze dell’ordine continuano a monitorare con attenzione le manifestazioni, bilanciando la tutela dell’ordine pubblico con il diritto di manifestare.






