Firenze, 14 gennaio 2026 – Settantacinque famiglie in apprensione per il futuro lavorativo: è questo il quadro drammatico che si presenta a seguito dell’avvio della procedura di licenziamento collettivo alla Amom Spa, azienda di bigiotteria di alta moda con sede a Badia al Pino, nel comune di Civitella, in provincia di Arezzo.
In concomitanza con la riunione del Tavolo di crisi regionale, indetta per discutere le prospettive dell’impresa, i lavoratori hanno promosso un presidio davanti alla sede della Giunta Toscana in piazza Duomo, a Firenze, esponendo striscioni con le scritte: “Il lavoro è un diritto, non un privilegio a scadenza” e “70 famiglie sulla coscienza”. Una manifestazione che esprime il forte disagio e la protesta contro una decisione che segna un punto di svolta negativo per il territorio.
La vertenza Amom: tra crisi e proteste

L’azienda, specializzata nella produzione di accessori metallici e bigiotteria di lusso, fa parte del gruppo multinazionale svizzero Oerlikon, sotto la controllata Riri. Negli ultimi mesi la situazione si è aggravata, nonostante gli ammortizzatori sociali e i contratti di solidarietà in vigore che avevano già inciso pesantemente sulle condizioni economiche dei dipendenti, con una riduzione significativa degli stipendi e della tredicesima mensilità. La crisi aziendale, in atto almeno dal 2024, ha portato a una serie di scioperi e presidi, ma nessuna soluzione definitiva è stata trovata.
Il sindaco di Civitella, Andrea Tavarnesi, ha espresso “sdegno e profonda preoccupazione” per la decisione di procedere con i licenziamenti, sottolineando il grave impatto sociale e morale su una comunità già colpita. Tavarnesi ha inoltre criticato l’atteggiamento dell’azienda durante il tavolo tecnico regionale, definendolo di rifiuto verso qualsiasi percorso di supporto.
Il ruolo della Regione Toscana e le parole di Valerio Fabiani
Valerio Fabiani, consigliere speciale con delega al Lavoro per la Regione Toscana, ha definito il giudizio sulla situazione “molto severo” e ha sottolineato che “qualsiasi iniziativa unilaterale che cambia lo scenario è un’iniziativa contro il tavolo di crisi e contro le istituzioni”. Fabiani ha chiesto il ritiro della scelta di procedere con i licenziamenti per consentire il proseguimento del lavoro istituzionale, altrimenti si aprirà una fase conflittuale che coinvolgerà anche le istituzioni.
Fabiani, nominato nel 2025 consigliere politico con delega alle politiche sul lavoro e gestione delle crisi aziendali, ha ribadito l’impegno della Regione a non lasciare “nessuno solo” e a promuovere progetti di reindustrializzazione per il territorio.
Nel frattempo, la vertenza Amom resta aperta, con la comunità locale, sindacati e istituzioni che attendono risposte concrete per scongiurare un impatto sociale devastante e trovare un percorso di rilancio per l’azienda e per le famiglie coinvolte.
Fonte: Emanuele De Lucia - Vertenza Amom, presidio contro i licenziamenti: "70 famiglie sulla coscienza"






