Fiumicello, 25 gennaio 2026 – A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini, legale dei genitori del giovane ricercatore, ha espresso un cauto ottimismo sulla fase processuale in corso. L’intervento è avvenuto a margine dell’iniziativa “Parole, immagini e musica per Giulio”, organizzata proprio a Fiumicello, luogo natale di Regeni, per mantenere viva la memoria e la battaglia per la verità.
Processo Regeni: “Siamo a buon punto”
L’avvocata Ballerini ha sottolineato come il processo per l’omicidio di Giulio Regeni abbia raggiunto un’importante fase: “Il processo adesso è sospeso ma proseguirà a breve. Siamo alle battute finali perché i testi sono stati sentiti tutti”. Ha aggiunto inoltre che “c’era chi all’inizio pensava che questo processo non sarebbe mai stato celebrato e invece direi che siamo a buon punto, quindi c’è assoluta fiducia”.
Il procedimento, iniziato il 20 febbraio 2024 presso la Corte d’Assise di Roma, ha visto numerose udienze con testimonianze significative, tra cui quelle dei genitori Claudio Regeni e Paola Deffendi. La Corte costituzionale ha inoltre stabilito nel settembre 2023 una deroga importante, permettendo di procedere anche in assenza degli imputati egiziani, agenti del servizio segreto interno accusati di sequestro, tortura e omicidio.
L’avvocata ha evidenziato il ruolo fondamentale della magistratura e degli investigatori italiani: “Siamo assolutamente soddisfatti del lavoro della magistratura e degli investigatori”. Si attende ora la sentenza della Corte costituzionale su una istanza relativa al diritto di difesa e alla nomina di consulenti tecnici, dopodiché si procederà con la traduzione di un atto e le discussioni finali.
La famiglia alla ricerca della verità
Interpellata sulla possibilità che, in caso di condanna, gli imputati egiziani vengano estradati in Italia, Ballerini ha spiegato che “a noi interessa la verità processuale ed è quella per cui siamo in cammino, è un cammino a ostacoli da dieci anni. Dove siano queste persone, visto che sono assenti da sempre, è difficile saperlo, quindi io non credo che si riuscirà a portarle in Italia”.
La memoria di Giulio, ha concluso l’avvocata, “è una memoria attiva che contagia e che ci dà fiducia, perché abbiamo fatto tanto cammino, ma dobbiamo ancora arrivare alla meta”. Nel frattempo, la campagna #veritàpergiulioregeni continua a mobilitare enti locali, università e cittadini, mantenendo alta l’attenzione sull’esito di un caso simbolo della lotta contro la tortura e l’impunità.
Le parole del padre di Giulio Regeni
«Dieci anni sono un lungo periodo, ma per noi rappresentano solo una tappa nel nostro lungo percorso». Con queste parole Claudio Regeni, padre di Giulio, si è rivolto al pubblico intervenuto a Fiumicello (Udine) durante l’evento “Parole, immagini e musica per Giulio”. L’iniziativa, trasmessa in streaming, ha visto la partecipazione di amici, sostenitori e famigliari, tra cui anche la mamma di Alberto Trentini, recentemente liberato dal Venezuela dopo una lunga detenzione.
Claudio Regeni ha sottolineato come Giulio rappresenti «i giovani di oggi che sono di mentalità aperta, che viaggiano, che si interessano e hanno a cuore anche gli altri». «Continuate a starci accanto e grazie di tutto», ha concluso il padre di Giulio Regeni, ricordando che la ricerca della verità e della giustizia è una missione che va oltre le singole vicende personali e che richiede impegno costante da parte di tutti.






