Pistoia, 30 gennaio 2026 – È massima l’allerta per la diffusione della peste suina africana nella zona della Montagna pistoiese. Dopo i recenti focolai registrati in Garfagnana e Lucchesia, l’attenzione delle autorità si concentra ora sui comuni di Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio, dove si sta sviluppando un piano urgente per contenere la malattia.
Vertice in Prefettura e strategie di contenimento
Oggi in Prefettura a Pistoia, il commissario straordinario nazionale per la peste suina, Giovanni Filippini, ha presieduto un incontro strategico con il prefetto Angelo Gallo Carrabba, i sindaci dei territori interessati e rappresentanti delle associazioni di categoria. Filippini ha definito la situazione come “ai confini di una situazione critica” ed ha illustrato un piano basato su tre pilastri fondamentali: l’installazione di barriere fisiche per impedire il contatto tra i cinghiali selvatici e gli allevamenti di suini, il depopolamento controllato dei cinghiali e l’adozione di rigide misure di biosicurezza negli allevamenti per prevenire il contagio.
Un ruolo cruciale sarà svolto dalla ricerca delle carcasse di cinghiali infetti tramite l’uso di cani molecolari ENCI, strumento essenziale per monitorare e limitare la diffusione del virus sul territorio.
Preoccupazioni per la peste suina
Il direttore di Coldiretti Pistoia, Francesco Ciarrocchi, ha manifestato una forte preoccupazione per il rischio di paralisi del comparto suinicolo, che rappresenta un settore vitale per l’economia regionale, coinvolgendo migliaia di allevamenti e un indotto significativo. Il presidente della Provincia e sindaco di San Marcello Piteglio, Luca Marmo, ha rassicurato la popolazione sottolineando che “la malattia non ha effetti sull’uomo”, ma ha ammonito sull’“impatto potenzialmente catastrofico per il settore zootecnico”. Marmo ha rivolto un appello a tutta la comunità, sottolineando che oltre alle misure tecniche “occorre una sensibilizzazione diffusa: ogni cittadino deve adottare comportamenti corretti per non diventare vettore involontario del contagio”.
L’allerta arriva in un momento in cui la Commissione Europea ha ampliato le zone di restrizione in Toscana, includendo ora ben 43 comuni tra cui Abetone Cutigliano. L’epidemia, che ha già colpito duramente la Garfagnana, continua a progredire nonostante le ordinanze di contenimento, alimentando la mobilitazione di Coldiretti e degli allevatori regionali, che chiedono interventi più incisivi e tempestivi per arginare il diffondersi del virus.






