Roma, 15 gennaio 2026 – La Guardia di Finanza ha avviato stamane una serie di perquisizioni presso la sede del Garante per la protezione dei dati personali a Roma, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. Al centro dell’inchiesta sono il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, e altri membri del Collegio, sotto accusa per ipotesi di peculato e corruzione.
Indagine e perquisizioni al Garante Privacy

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, riguarda presunte irregolarità nella gestione delle spese di rappresentanza dell’ente nonché la mancata irrogazione di una sanzione nei confronti di Meta riguardo agli smart glasses Ray-Ban Stories. Le perquisizioni odierne mirano a raccogliere elementi utili per chiarire i fatti contestati a Stanzione e agli altri indagati.
Pasquale Stanzione è presidente del Garante per la protezione dei dati personali dal luglio 2020. Giurista di lungo corso, con una carriera accademica di rilievo presso l’Università degli Studi di Salerno e altre istituzioni, Stanzione ha svolto un ruolo centrale nella tutela della privacy e nella promozione della consapevolezza sui diritti digitali in Italia. Tuttavia, la recente inchiesta giornalistica trasmessa nel novembre 2025 da Report aveva già sollevato dubbi su potenziali conflitti di interesse e rapporti professionali legati alla sua figura.
Le dichiarazioni del componente Guido Scorza e il contesto normativo
In un’intervista rilasciata nel 2022 in occasione dell’evento “State of Privacy ’22”, organizzato dal Garante, il professore Guido Scorza, membro del Collegio dell’Autorità, aveva sottolineato l’importanza della valutazione d’impatto (DPIA) per tutti i dispositivi che trattano dati personali, come ZTL, autovelox, telelaser e sistemi di videosorveglianza. Scorza aveva ribadito che i regolamenti comunali sulla videosorveglianza devono essere sottoposti al parere del Garante per verificarne la conformità al quadro normativo e garantire un bilanciamento tra sicurezza e tutela della privacy.
L’intervista aveva inoltre evidenziato come il rispetto delle regole sia imprescindibile, anche per le pubbliche amministrazioni, e come la valutazione d’impatto rappresenti uno strumento fondamentale per comprendere e mitigare gli effetti dei trattamenti sui diritti e le libertà dei cittadini. Il ruolo del Garante, quindi, non si limita alla vigilanza ma si estende anche alla consulenza preventiva sulla legittimità delle iniziative normative e tecniche.
La situazione attuale, con l’indagine in corso, rappresenta un momento delicato per l’Autorità, chiamata a mantenere la propria credibilità nell’ambito della tutela dei dati personali in Italia. Le attività della Guardia di Finanza e della Procura proseguiranno nelle prossime settimane per fare piena luce sulle contestazioni rivolte ai vertici del Garante.





