Città del Vaticano, 6 gennaio 2026 – Nel corso della celebrazione della Messa per l’Epifania, Papa Leone XIV ha rivolto un appello profondo e ricco di significato spirituale, sottolineando la ricerca incessante dell’uomo in un mondo complesso e spesso ostile. Il Pontefice ha invitato a resistere ai pericoli dei “deliri di onnipotenza” e alle insidie delle “lusinghe dei potenti”, ribadendo il valore di un’umanità umile e solidale.
La porta santa si chiude: riflessioni sul Giubileo e la ricerca spirituale
Con la chiusura della porta santa della basilica, simbolo del Giubileo appena concluso, Papa Leone XIV ha ricordato il flusso di milioni di pellegrini che hanno varcato la soglia della Chiesa, animati dalla speranza e dal desiderio di trovare senso e pace. Il Pontefice ha sottolineato che la ricerca spirituale dei nostri contemporanei è “molto più ricca di quanto forse possiamo comprendere” e si è chiesto cosa abbiano realmente trovato i pellegrini, riflettendo sull’importanza di offrire loro “cuori, attenzione e corrispondenza”.

Richiamando la figura dei Magi, Papa Leone XIV ha evidenziato che essi esistono ancora oggi: “sono persone che accettano la sfida di rischiare ciascuno il proprio viaggio, che in un mondo travagliato come il nostro, per molti aspetti respingente e pericoloso, sentono l’esigenza di andare, di cercare”.
Il Papa: un invito a resistere alle lusinghe del potere e a custodire la gratuità
Nell’omelia, il Pontefice ha ribadito che “Il Bambino che i Magi adorano è un Bene senza prezzo e senza misura. È l’Epifania della gratuità”, sottolineando che il divino si manifesta non nelle “location prestigiose”, ma nelle realtà umili e fragili. Ha esortato a non lasciarsi sedurre dai poteri mondani e dai violenti che tentano di bloccare le vie del Signore, invitando tutti a essere “pellegrini di speranza”.
Il Papa ha inoltre denunciato un’“economia distorta” che cerca di trasformare in affari anche la sete umana di cercare, viaggiare e ricominciare. Ha posto una domanda cruciale: “Dopo questo anno giubilare, saremo più capaci di riconoscere nel visitatore un pellegrino, nello sconosciuto un cercatore, nel lontano un vicino, nel diverso un compagno di viaggio?”
Infine, Papa Leone XIV ha invitato a proteggere i più fragili, affermando che “amare la pace, cercare la pace, significa proteggere ciò che è santo e nascente: piccolo, delicato, fragile come un bambino”. Un monito a sottrarre le epifanie alle “intenzioni di Erode” e a non lasciarsi sopraffare da paure che si trasformano in aggressioni.
In questo discorso, il Pontefice ha espresso la sua fiducia in una umanità trasformata non dalla prepotenza, ma dall’amore incarnato di Dio, ricordando che la fedeltà divina continuerà a stupirci se sapremo resistere uniti e mantenere vive le nostre comunità come case accoglienti e non semplici monumenti.





