Città del Vaticano, 31 gennaio 2026 – Papa Leone XIV ha effettuato nuove nomine ecclesiastiche e ha espresso un forte richiamo sulla pace durante un incontro con i partecipanti al convegno “One Humanity, One Planet”. Nel medesimo contesto, ha ricevuto in udienza il Revisore Generale Alessandro Cassinis Righini e ha inaugurato ai Giardini Vaticani una statua dedicata a Santa Rosa da Lima e un mosaico mariano, sottolineando il legame con il Perù.
Nuove nomine vescovili e incontri istituzionali
Il Santo Padre ha nominato monsignor Andrzej Józwowicz, arcivescovo titolare di Lauriaco e finora Nunzio Apostolico in Iran, come nuovo Nunzio Apostolico in Sri Lanka. Inoltre, ha accolto la rinuncia di monsignor Miguel Ángel Alba Díaz al governo pastorale della Diocesi di La Paz, in Baja California Sur (Messico), sostituito da monsignor Miguel Ángel Espinoza Garza, ex Vescovo Coadiutore della stessa diocesi. In India, Papa Leone ha accettato la rinuncia di monsignor Gerald Isaac Lobo alla guida della Diocesi di Udupi, nominando in suo luogo il Reverendo Sacerdote Leslie Clifford D’Souza, precedentemente parroco della Our Lady of Health a Udupi.
In un clima di dialogo istituzionale, il Pontefice ha accolto in udienza anche il Revisore Generale Alessandro Cassinis Righini, ribadendo l’importanza della trasparenza e della responsabilità amministrativa nella gestione delle attività vaticane.
Il più grande distruttore della pace per Papa Leone: l’aborto
Durante il convegno “One Humanity, One Planet”, Papa Leone XIV ha ribadito un messaggio forte e chiaro sul tema della pace, citando le parole di Madre Teresa di Calcutta, santa e premio Nobel per la pace, che definiva “il più grande distruttore della pace” proprio l’aborto. Il Pontefice ha sottolineato che “non ci sarà pace senza porre fine alla guerra che l’umanità fa a se stessa quando scarta chi è debole, esclude chi è povero e resta indifferente davanti al profugo e all’oppresso”.
Il Papa ha ricordato come la cura dei più piccoli rappresenti la chiave per realizzare opere di grande valore e ha richiamato la responsabilità politica e sociale di non escludere dalla vita coloro che stanno per nascere e di aiutare chi vive nell’indigenza materiale e spirituale. Le sue parole trovano eco nelle riflessioni di Madre Teresa, che nel 1979 al National Prayer Breakfast di Washington aveva affermato con fermezza che l’aborto è una “guerra diretta” e un “omicidio commesso dalla madre stessa”, evidenziando come questa realtà minacci la convivenza pacifica a livello globale.
Questa presa di posizione si inserisce in un più ampio impegno della Chiesa cattolica per la difesa della vita e della dignità umana, che si traduce anche in iniziative concrete come l’inaugurazione di opere d’arte di ispirazione religiosa, come quella odierna ai Giardini Vaticani, che rafforzano il legame spirituale tra il Vaticano e le comunità di fede nel mondo, in particolare con il Perù.






