Città del Vaticano, 9 gennaio 2026 – Papa Leone XIV ha espresso una profonda preoccupazione per il ritorno della legge del più forte nelle relazioni internazionali, durante l’udienza con il corpo diplomatico tenutasi oggi in Vaticano. In un discorso durato quasi un’ora, il pontefice ha denunciato la rinascita della guerra come strumento per risolvere le controversie, mettendo in guardia contro il venir meno del multilateralismo che ha caratterizzato l’ordine mondiale nel secondo dopoguerra.

Il ritorno della guerra e la crisi del multilateralismo: le parole di Papa Leone
Nel suo intervento, Leone XIV ha sottolineato come la tendenza a ignorare il diritto internazionale e a violare i confini con la forza stia compromettendo gravemente la pace e la convivenza civile. «La guerra è tornata di moda – ha affermato – e un fervore bellico sta dilagando». Il papa ha ricordato che il principio fondamentale, sancito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibisce l’uso della forza per modificare i confini di uno Stato, è stato infranto da alcuni leader che bypassano le norme internazionali, citando in modo implicito figure come Putin e Trump.
Leone XIV, il 267º papa della Chiesa cattolica, eletto nel maggio 2025, ha scelto di parlare in inglese durante l’udienza, segnando una novità nei rapporti diplomatici della Santa Sede, che tradizionalmente si esprimeva in francese o italiano. Il suo richiamo al rispetto dei diritti umani e alla tutela della vita è stato accompagnato da un appello a difendere l’obiezione di coscienza contro leggi che favoriscono l’aborto, la maternità surrogata e l’eutanasia, criticando l’uso di fondi pubblici per sostenere pratiche che egli considera «contro la vita».
Preoccupazioni per Ucraina, Terra Santa e Venezuela
Il papa ha rinnovato la sua preoccupazione per i conflitti in corso in diverse aree del mondo, in particolare per la situazione in Ucraina e per la Terra Santa, ribadendo la necessità di risolvere le tensioni con il dialogo e il rispetto del diritto internazionale. Un passaggio significativo è stato dedicato al Venezuela, dove si è registrata recentemente la liberazione di alcuni prigionieri politici. Leone XIV ha espresso «viva riconoscenza» ai governi che hanno accolto l’appello di clemenza durante l’Anno giubilare e ha chiesto nuovamente il rispetto della volontà del popolo venezuelano, sottolineando l’importanza della tutela dei diritti umani e civili per costruire un futuro di stabilità e concordia.
Il pontefice, originario degli Stati Uniti e appartenente all’Ordine di Sant’Agostino, ha fatto riferimento anche ai numerosi detenuti politici presenti in vari Stati, ricordando che la loro sofferenza non può essere dimenticata. Nel suo discorso, che ha preso spunto dall’opera di Sant’Agostino De Civitate Dei, Leone XIV ha ribadito l’importanza universale del rispetto dei diritti umani, invitando i leader mondiali a porre fine alla crescente militarizzazione dei conflitti e a lavorare per una pace autentica, non basata sulla forza ma sulla giustizia e il dialogo.





