Città del Vaticano, 16 marzo 2026 – In un incontro con la redazione del Tg2, Papa Leone XIV ha lanciato un appello forte e chiaro ai giornalisti, sottolineando l’importanza di un’informazione responsabile soprattutto in tempi di guerra. Il Pontefice ha esortato a non banalizzare o spettacolarizzare i conflitti, affermando che “l’informazione non deve trasformare la guerra in un videogioco“.
Le parole del Papa ai giornalisti
Nel corso dell’udienza con il Tg2, che celebra i suoi 50 anni di attività, Papa Leone XIV ha ricordato come la storia del telegiornale abbia sempre promosso una pluralità culturale, un valore che oggi, in un contesto segnato da polarizzazioni e chiusure ideologiche, rappresenta un esempio di dialogo da preservare. Il Pontefice ha posto l’accento sulla necessità di mostrare il volto della guerra attraverso gli occhi delle vittime, mettendo in luce le sofferenze delle popolazioni coinvolte, senza ridurre la narrazione a un semplice spettacolo o ad una propaganda.
“Il compito dei giornalisti, nel verificare le notizie, per non diventare megafono del potere, si fa ancora più urgente e delicato, direi essenziale”, ha aggiunto Leone XIV, sottolineando come l’informazione debba mantenere una posizione di equilibrio e responsabilità, evitando di alimentare conflitti o semplificazioni dannose.
La responsabilità della Chiesa nella tutela dei minori nel mondo digitale
Nella stessa giornata, il Papa ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Assemblea Plenaria della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, ribadendo l’impegno della Chiesa a tutti i livelli per prevenire gli abusi, con particolare attenzione alle nuove sfide poste dalla tecnologia e dallo spazio digitale. Il Pontefice ha evidenziato l’importanza di affrontare con coraggio queste difficoltà, sviluppando un quadro di riferimento universale per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili.
Leone XIV ha sottolineato come la missione della Commissione non si limiti all’istituzione di processi formali, ma rappresenti “un segno di comunione e di responsabilità condivisa“, integrando la tutela nelle diverse dimensioni della vita ecclesiale, dalla cura pastorale alla formazione e al governo.
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