Salerno, 3 febbraio 2026 – Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio, a Sarno, in provincia di Salerno, è stato ucciso Gaetano Russo, titolare di un panificio locale. L’uomo, di 60 anni, è stato trovato senza vita all’interno del suo negozio, colpito da diverse coltellate. Le forze dell’ordine hanno fermato un uomo di 33 anni, già noto alle forze dell’ordine, che al momento del ritrovamento si trovava nel locale in stato di confusione e non ha opposto resistenza all’arresto.
I fatti e le indagini in corso
L’allarme è scattato intorno alle 00.45, quando gli agenti della Questura di Salerno sono intervenuti sul luogo del delitto. Nel panificio di Russo, situato nel comune di Sarno, è stato rinvenuto il cadavere del panettiere. Le indagini sono attualmente in corso per ricostruire con precisione le modalità dell’omicidio e il movente che ha portato a questo tragico evento. Al momento, gli investigatori stanno valutando due piste principali: una violenza scaturita al termine di un litigio e una rapina finita male.
Il fermato, un uomo di 33 anni, si trovava nel panificio al momento dell’arrivo della polizia. La sua identità è stata confermata, ma restano da chiarire i dettagli che hanno portato all’omicidio. Le autorità locali mantengono il massimo riserbo, mentre proseguono le attività investigative per fare luce su quanto accaduto.
Il ruolo del carabiniere fuori servizio nel fermo dell’assassino
La tragica vicenda è avvenuta nella notte a Sarno, dove Gaetano Russo, panettiere di 60 anni, è stato brutalmente ucciso all’interno del suo negozio. Secondo la ricostruzione prevalente degli investigatori, la morte è stata causata da diversi fendenti inferti al termine di un litigio. L’allarme è scattato intorno alle 00:45 e, appena giunti sul posto, gli agenti hanno trovato il corpo senza vita della vittima.
Un carabiniere libero dal servizio, residente a pochi metri dal luogo dell’omicidio, è intervenuto immediatamente dopo aver udito le grida di aiuto. Il suo tempestivo intervento, in sinergia con le forze dell’ordine, ha permesso di fermare un uomo di 33 anni, già noto alle forze dell’ordine, che si trovava ancora all’interno del locale. Il sospettato, trovato in uno stato confusionale, non ha opposto resistenza al suo arresto.
Ipotesi investigative e indagini in corso
Gli inquirenti stanno lavorando per chiarire il movente del delitto, al momento concentrato su due piste principali: una lite degenerata in violenza e una rapina finita tragicamente. Le autorità mantengono riserbo sul proseguo delle indagini, che mirano a ricostruire con precisione la dinamica degli eventi.
Nel frattempo, la Lega per Salvini Premier ha rilanciato la necessità di rafforzare le misure di sicurezza a tutela dei cittadini e delle forze dell’ordine, sottolineando l’importanza di introdurre una cauzione per gli organizzatori di manifestazioni, al fine di responsabilizzare maggiormente chi partecipa a eventi pubblici.
L’episodio di Sarno riporta l’attenzione sulla sicurezza nelle comunità locali e sulla collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine per garantire tempestività e efficacia nelle risposte a situazioni di pericolo.
Il contesto di Sarno e la reazione della comunità
Sarno, comune di circa 31 mila abitanti situato nell’Agro nocerino-sarnese, è noto per la sua economia basata sull’agricoltura e l’industria conserviera, oltre che per una storia ricca di eventi e tradizioni. La città è ancora sotto shock per l’accaduto, un episodio di violenza che scuote profondamente la comunità locale.
Le autorità comunali e forze dell’ordine si sono attivate per garantire sicurezza e supporto ai cittadini, mentre la vicenda continua a essere al centro dell’attenzione mediatica regionale. La speranza è che le indagini possano presto fornire risposte chiare e giustizia per Gaetano Russo e la sua famiglia.






