Siena, 6 gennaio 2026 – L’Italia è attraversata da una nuova ondata di gelo e neve che sta interessando diverse regioni, provocando disagi e importanti misure di sicurezza. Dopo anni di assenza, la neve ha fatto la sua comparsa a bassa quota in molte aree, con fenomeni significativi in Toscana, Emilia-Romagna, Marche e Puglia. Diverse scuole sono state chiuse per precauzione.

Neve a bassa quota tra Toscana, Emilia-Romagna e Marche
La perturbazione di origine artica ha fatto crollare le temperature ben al di sotto delle medie stagionali. Già nella mattinata del 6 gennaio, la città di Siena e altre località collinari toscane come il Chianti e la Val d’Elsa si sono risvegliate sotto un manto nevoso. Nel Pisano, in particolare sul Monte Serra e nella Val di Cecina, la neve ha imbiancato anche la zona di Volterra. In Emilia-Romagna, la costa da Rimini a Forlì è stata interessata da nevicate, con accumuli che non si registravano da più di un decennio. Anche le Marche, in particolare le province di Pesaro e Urbino, stanno vivendo criticità dovute alla neve che ha raggiunto quote basse, causando rallentamenti e disagi alla circolazione.
Nel Lazio e nel Molise permane una situazione di allerta arancione per rischio idrogeologico e neve, con temperature molto rigide e precipitazioni nevose fino a 400 metri di quota. In Abruzzo, l’attenzione è puntata soprattutto su L’Aquila, zona sensibile a fenomeni nevosi imprevisti a bassa quota.
Misure di sicurezza e chiusure
A causa delle condizioni meteo avverse, molte amministrazioni locali hanno disposto la chiusura delle scuole, soprattutto nelle zone più colpite dalla neve e dal gelo. A Roma, il sindaco Roberto Gualtieri ha emesso ordinanze restrittive che vietano l’accesso a parchi, ville storiche e cimiteri, oltre a proibire attività ludico-sportive in aree pubbliche per garantire la sicurezza dei cittadini. Sono stati inoltre raccomandati massimi accorgimenti per la guida, soprattutto nelle zone soggette a gelate e allagamenti.
Confronto con ondate di gelo storiche
L’attuale scenario meteorologico richiama alla memoria l’ondata di freddo del febbraio 2012, quando l’Italia fu colpita da un’intensa ondata di gelo che portò a temperature eccezionalmente basse e nevicate record fino in pianura, con oltre 650 vittime in Europa e 57 in Italia. All’epoca, regioni come Emilia-Romagna, Marche e Toscana furono particolarmente colpite, con accumuli nevosi che superarono il metro in molte località collinari e montane. Oggi, sebbene le nevicate siano meno estreme, la situazione resta critica soprattutto per la bassa quota raggiunta dalla neve e le conseguenze sulle infrastrutture.
Le previsioni indicano il persistere delle nevicate almeno fino al 7 gennaio, con particolare attenzione alle aree interne e appenniniche della zona adriatica e del Sud, dove la quota neve oscilla tra i 150 e i 400 metri. Si raccomanda quindi di seguire gli aggiornamenti della Protezione Civile e di adottare tutte le precauzioni necessarie per affrontare le condizioni di gelo e neve.





