Nel 2025 Palermo si conferma la città più trafficata d’Italia, superando Milano e Catania. Un primato poco invidiabile che certifica un peggioramento costante della viabilità urbana nel capoluogo siciliano, dove spostarsi in auto richiede tempi sempre più lunghi. A fotografare la situazione è il nuovo Traffic Index di TomTom, che ogni anno analizza i flussi di traffico nelle principali città del mondo e misura quanto la congestione incida sulla vita quotidiana degli automobilisti.
Il traffico di Palermo supera quello di Milano e Catania
Con un indice di traffico pari al 51%, Palermo scalza Roma, che nel 2024 guidava la graduatoria. Il dato indica che, rispetto a condizioni ideali, il tempo trascorso in auto nel capoluogo siciliano aumenta di oltre la metà. Alle sue spalle si colloca Milano con un indice del 49%, seguita da Catania al 47%. Subito dopo arrivano Roma, Firenze e Napoli, tutte attestate intorno al 45%, a dimostrazione di come il problema sia diffuso lungo tutta la penisola.
Cosa significano davvero le percentuali
Le percentuali elaborate da TomTom rappresentano l’incremento medio dei tempi di percorrenza causato dal traffico. In altre parole, un tragitto che senza congestione richiederebbe 30 minuti, a Palermo può arrivare a superare i 45. L’analisi tiene conto anche di un altro parametro significativo: la distanza percorribile in 15 minuti. Da questo punto di vista, Milano risulta la città italiana più penalizzata, con appena 3,9 chilometri coperti nei momenti di maggiore congestione, contro i 7,1 chilometri raggiungibili quando la viabilità è fluida.
Ore perse in coda: il costo nascosto del traffico
Il traffico non pesa solo sul tempo quotidiano, ma anche sul bilancio annuale degli automobilisti. A Milano, nonostante il secondo posto per livello di congestione, si accumulano oltre 100 ore perse in un anno negli ingorghi. A Palermo le ore sottratte alla vita privata e al lavoro sono circa 77, mentre Roma sfiora quota 90. Numeri che raccontano un impatto concreto sulla qualità della vita urbana.
Il confronto con il resto del mondo
Se i dati italiani appaiono preoccupanti, il quadro globale è ancora più severo. In cima alla classifica mondiale resta Città del Messico, dove l’indice di traffico raggiunge il 75,9% e gli automobilisti perdono fino a 184 ore all’anno. Seguono Bangalore, in India, e il centro di Dublino, entrambe con livelli di congestione superiori al 70%. In queste metropoli, spostarsi in auto significa spesso trascorrere settimane intere bloccati nel traffico nel corso di un solo anno.
Un problema strutturale che continua a crescere
Il primato di Palermo e le posizioni occupate dalle altre città italiane mostrano come la congestione non sia un fenomeno occasionale, ma un problema strutturale. Tra infrastrutture insufficienti, uso massiccio dell’auto privata e difficoltà nel potenziare il trasporto pubblico, il traffico continua a erodere tempo ed energie, rendendo sempre più urgente una riflessione sul futuro della mobilità urbana.






