Niscemi, 10 febbraio 2026 – È fissato per giovedì il primo sopralluogo a Niscemi da parte dei magistrati della Procura di Gela, dei consulenti tecnici e delle forze dell’ordine, per approfondire le indagini sulla frana che ha colpito il territorio e il centro abitato della città. L’iniziativa, coordinata dal procuratore Salvatore Vella, si inserisce nel procedimento penale aperto per verificare eventuali responsabilità legate al fenomeno franoso.
Il sopralluogo tecnico sul fronte frana a Niscemi e nelle aree circostanti
Durante l’intera giornata di giovedì, i tre magistrati insieme ai consulenti tecnici nominati dalla Procura e agli agenti della Squadra mobile della Questura di Caltanissetta, effettueranno rilievi fotografici e misurazioni non solo sul fronte della frana, ma anche nell’area a valle e nel centro abitato di Niscemi. A supporto sarà presente il reparto Volo della polizia che realizzerà riprese aeree per monitorare i punti di interesse geologico segnalati dagli esperti.
I consulenti tecnici coinvolti sono tre docenti dell’Università di Palermo: Chiara Cappadonia, esperta in Geologia applicata e tecnica; Maurizio Gasparo Morticelli, specialista in Geologia strutturale; e Edoardo Rotigliano, docente di Geomorfologia. Il loro contributo sarà fondamentale per comprendere la dinamica del dissesto e per valutare se siano state adottate adeguate misure di prevenzione dopo il primo episodio di frana avvenuto nel 1997.
Indagini e acquisizione di documenti
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Vella, ipotizza i reati di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Prosegue parallelamente l’acquisizione di documentazione ritenuta utile per accertare se fosse possibile intervenire per fermare o almeno rallentare l’evoluzione del dissesto. I magistrati stanno verificando anche se eventuali interventi o omissioni abbiano aggravato la situazione, favorendo il peggioramento del dissesto idrogeologico.
La frana, che ha determinato gravi danni a strutture e abitazioni, ha causato il crollo di una palazzina di tre piani nel quartiere Sante Croci, un edificio che da giorni era in bilico sul precipizio aperto dal movimento del terreno. Le forti piogge recenti hanno accelerato il processo di erosione, come confermato dagli esperti, mettendo a rischio ulteriori edifici e la sicurezza della popolazione locale.
L’attività investigativa e tecnica si svolge in un contesto complesso, su un territorio caratterizzato da colline argillose e sabbie plioceniche, che rendono particolarmente vulnerabile il suolo alle sollecitazioni meteoriche. Il monitoraggio e i rilievi di giovedì rappresentano un passaggio essenziale per definire il quadro delle responsabilità e per pianificare eventuali interventi di mitigazione del rischio.





