Forlì, 3 marzo 2026 – Emergono dettagli inquietanti dall’inchiesta condotta dalla Procura di Forlì e dai carabinieri su una serie di pazienti morti durante il trasporto in ambulanza. Un autista della Croce Rossa, sospeso dal servizio, è indagato per omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e dall’uso di sostanze venefiche.
Cinque anziani morti sospetti in ambulanza tra Forlì e Santa Sofia
Secondo quanto riferito da fonti investigative, sono almeno cinque gli anziani deceduti da febbraio 2025 mentre erano in ambulanza o poco dopo il loro arrivo in ospedale, nell’area tra Forlì e Santa Sofia. Su uno dei casi, quello di una donna morta a novembre 2025, è stata già eseguita un’autopsia che ha evidenziato elementi sospetti. Le autorità stanno inoltre effettuando approfondimenti su altri episodi analoghi.
L’ipotesi più grave è quella di una serie di omicidi premeditati, effettuati somministrando sostanze letali alle vittime durante il trasporto. L’autista, al centro dell’indagine, è accusato di aver utilizzato “mezzi insidiosi” per commettere i delitti.
Il dolore dei familiari e la richiesta di verità
A esprimere il proprio sgomento è Vittorio, figlio di una delle vittime, che ha dichiarato: “Siamo sconvolti da questa notizia ricevuta dai nostri avvocati, poiché non siamo al momento a Forlì. Abbiamo piena fiducia nella Procura e seguiremo con attenzione il lavoro degli inquirenti per arrivare alla verità”.
L’indagine, che scuote profondamente la comunità locale, è seguita con attenzione dalle autorità e dai cittadini, in attesa di ulteriori sviluppi che possano chiarire le modalità e le motivazioni di questi tragici eventi.
Forlì, centro storico e territorio fra pianura e colline appenniniche, si trova ora a fronteggiare un momento di forte tensione dovuto a questa vicenda che coinvolge direttamente il servizio di emergenza sanitaria e la fiducia nei suoi operatori.






