Milano, 3 gennaio 2026 – Un centinaio di persone si sono radunate questo pomeriggio in via Principe Amedeo, davanti al Consolato generale degli Stati Uniti a Milano, per un presidio di solidarietà con il Venezuela. La manifestazione è stata organizzata per protestare contro l’operazione militare della US Delta Force avvenuta nelle prime ore del mattino in Italia, che ha portato all’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores. Maduro è stato trasferito fuori dal Paese e sarà processato negli Stati Uniti con le accuse di narcotraffico, terrorismo e cospirazione.
Presidio a Milano: “Attacco illegale e terroristico”

Durante il presidio, diversi esponenti politici e sindacali italiani hanno espresso la loro ferma condanna contro l’operazione americana, definita “terroristica” e “illegale” in violazione del diritto internazionale. Davide Bonfante, della Rete dei Comunisti, ha sottolineato: “Oggi ci mobilitiamo a Milano e in tutta Italia per denunciare quanto avvenuto stanotte: un’operazione terroristica e contro ogni diritto internazionale portata a termine da parte del presidente Trump”. Anche l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Gaetano Pedullà, ha evidenziato i motivi economici dietro l’intervento, puntando il dito sul petrolio venezuelano: “L’attacco americano è vergognoso e mira a mettere le mani sulle risorse energetiche del Venezuela”.
Luca Stanzione, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, ha aggiunto: “Questa notte il diritto internazionale è stato attaccato dagli Stati Uniti, che vogliono imporre il loro dominio sul mondo secondo i propri interessi”. Il presidio prosegue con l’arrivo di altri manifestanti provenienti dal corteo ProPal partito da piazza della Scala.
Maduro e la crisi venezuelana: un decennio di tensioni
Nicolás Maduro Moros, 63 anni, è al potere in Venezuela dal 2013, succeduto a Hugo Chávez. La sua presidenza è stata segnata da una profonda crisi economica e sociale, aggravata da accuse internazionali di violazioni dei diritti umani e repressione dell’opposizione. La sua amministrazione è stata più volte denunciata per crimini contro l’umanità e narcotraffico; per questo motivo gli Stati Uniti avevano aumentato fino a 50 milioni di dollari la taglia per la sua cattura.
Maduro e sua moglie, considerata il vero “potere occulto” dietro il regime, sono stati catturati insieme in un’operazione delle forze speciali statunitensi, che secondo fonti dell’opposizione venezuelana potrebbe essere stata un’uscita negoziata.
Il Venezuela è un paese ricco di riserve petrolifere, tra le più grandi al mondo, ma la produzione è drasticamente diminuita negli ultimi anni a causa della crisi interna, delle sanzioni internazionali e della cattiva gestione. Gli Stati Uniti hanno imposto un blocco totale delle petroliere venezuelane, mirando a indebolire ulteriormente il regime di Maduro e a controllare il flusso del petrolio, risorsa strategica per l’economia del Paese e per i mercati globali.
L’operazione militare che ha portato all’arresto di Maduro rappresenta un punto di svolta nello scontro tra Washington e Caracas, che si protrae da anni, con ripercussioni sul delicato equilibrio geopolitico regionale e sulle condizioni di vita della popolazione venezuelana.
Fonte: alanews - Milano, presidio in difesa del Venezuela: "L'attacco degli Stati Uniti è illegale e terroristico"






