Milano, 31 gennaio 2026 – Migliaia di manifestanti si sono radunati oggi pomeriggio in piazza XXV Aprile, nel cuore di Milano, per protestare contro l’arrivo della Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia federale statunitense impegnata nell’applicazione delle leggi sull’immigrazione. L’iniziativa di protesta si è svolta all’ombra di Porta Garibaldi, con i manifestanti che hanno utilizzato fischietti anti-ICE, simbolo delle recenti manifestazioni di Minneapolis contro le attività dell’agenzia, accusata di metodi repressivi e coinvolta in episodi di violenza, come l’uccisione della donna Renée Nicole Good lo scorso 7 gennaio.
Fischietti e proteste contro l’ICE a Milano

I manifestanti milanesi hanno scelto di emulare il modello di protesta di Minneapolis, città americana al centro delle tensioni legate all’operato dell’ICE. I fischietti, strumenti usati dagli “osservatori” per segnalare la presenza degli agenti, sono diventati il simbolo della manifestazione di oggi, volta a contestare l’arrivo a Milano, in vista delle Olimpiadi invernali, di agenti del ramo investigativo dell’agenzia federale. Questi agenti saranno infatti incaricati di garantire la sicurezza della delegazione statunitense durante l’evento sportivo.
La protesta ha visto la partecipazione trasversale di vari soggetti politici e sociali: tutti i partiti del centrosinistra, da Azione a Rifondazione Comunista, passando per il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Più Europa e Italia Viva, nonché associazioni come Arci, Anpi, Cgil e il movimento laico dei Sentinelli.
Denunce e dichiarazioni di esponenti politici e sindacali
Dal palco del flash mob milanese sono arrivate dure critiche nei confronti dell’ICE e delle istituzioni italiane. Pierfrancesco Majorino, consigliere regionale della Lombardia per il Partito Democratico, ha affermato: “È molto importante dire con chiarezza che non vogliamo l’ICE, che Milano non vuole le squadracce di Trump, gente specializzata in repressione, gente che ha anche assassinato”. Con parole altrettanto forti, Luca Stanzione, segretario generale della Cgil Milano, ha sottolineato il silenzio delle istituzioni democratiche italiane: “Ci stupisce che il governo e le altre istituzioni non reagiscano all’arrivo di una forza paramilitare che risponde solo al presidente degli Stati Uniti e che si è macchiata di omicidi e violenze”.
Anche lo scrittore e giornalista Mario Calabresi ha denunciato la natura violenta e anonima dell’agenzia: “È una ferita della democrazia americana vedere una milizia che si muove a volto coperto, senza nomi, su auto senza targa, che arresta in modo violento e indiscriminato e che uccide”. Alessandro Capelli, segretario del Pd milanese, ha definito gli agenti dell’ICE come “squadracce incattivite che utilizzano il corpo delle persone più fragili come se fosse un premio di battaglia”.
Dopo oltre un’ora di presidio, il corteo è partito da piazza XXV Aprile verso piazza Castello, con i manifestanti che hanno continuato a fischiare per esprimere il proprio dissenso contro l’agenzia americana.
Milano, capoluogo della Lombardia con oltre 1,3 milioni di abitanti, è uno dei principali centri economici e culturali italiani e ospita un’ampia area metropolitana. La città, con la sua vivace scena sociale e politica, si conferma così anche come palcoscenico di mobilitazioni su temi internazionali e di diritti umani, in questo caso legati alle controversie sull’immigrazione e alla sicurezza durante eventi di portata globale come le Olimpiadi invernali.
Fonte: alanews - Milano, migliaia di manifestanti coi fischietti anti-Ice: "Niente squadracce di Trump ai Giochi"






