Milano, 6 gennaio 2026 – Centinaia di venezuelani della diaspora si sono riuniti oggi in piazza Castello a Milano per celebrare la cattura di Nicolás Maduro, avvenuta lo scorso 3 gennaio nell’ambito dell’operazione “Absolute Resolve” condotta dagli Stati Uniti. La manifestazione si è svolta in un clima pacifico, con molti partecipanti che hanno esposto bandiere venezuelane e intonato cori contro l’ex presidente, ora detenuto negli Stati Uniti in attesa di processo.
La manifestazione a Milano: un segno di speranza per la diaspora

Durante il presidio, i presenti hanno espresso con forza il loro sostegno alla notizia della cattura di Maduro, ritenuto responsabile di anni di repressione e crisi nel Venezuela. Mercedes Vasquez Antonioni, presidente dell’associazione Insieme per il Venezuela, ha definito Maduro un “narcotrafficante che ha sequestrato il paese per più di 26 anni insieme a Chávez”. La leader ha anche criticato i sostenitori del presidente detenuto: “I pro-Maduro? Non capiscono niente. Maduro ha ucciso tantissimi studenti che manifestavano contro la dittatura. Dov’era tutta questa gente allora?”.
Il presidio ha inoltre richiamato l’attenzione sulla tragica situazione dei prigionieri politici in Venezuela, con più di mille detenuti, tra cui anche cittadini italiani come Alberto Trentini, recluso in una delle carceri più pericolose del Paese sudamericano. Nonostante la forte tensione emotiva, la manifestazione si è svolta senza alcun episodio di violenza o contestazione.
Nicolás Maduro: dalla guida del Venezuela alla detenzione negli Stati Uniti
Nicolás Maduro Moros, 63 anni, è stato 62º presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela dal 5 marzo 2013 al 3 gennaio 2026. Ex autista di autobus e sindacalista, è salito alla ribalta politica come fedelissimo di Hugo Chávez, di cui è stato vicepresidente e successivamente erede designato. La sua presidenza è stata caratterizzata da una profonda crisi economica, aggravata da pesanti sanzioni statunitensi, corruzione e calo dei prezzi del petrolio, che ha portato a un aumento della povertà, dell’inflazione e delle proteste di piazza.
Maduro è stato accusato dagli Stati Uniti di essere a capo di un “narco Stato” e responsabile di traffico di droga e corruzione, con una taglia sulla sua cattura che è salita fino a 50 milioni di dollari. Nel 2020 una commissione ONU lo ha inoltre accusato di crimini contro l’umanità, chiedendo il suo processo alla Corte penale internazionale dell’Aja.
L’operazione che ha portato alla sua cattura ha rappresentato un momento di forte svolta nella crisi venezuelana. Contestualmente all’arresto di Maduro, è stata catturata anche sua moglie, Cilia Flores, figura influente e definita “prima combattente” per il suo ruolo politico e personale accanto al marito.
La vicepresidenza ad interim è stata affidata a Delcy Rodríguez, nominata dal Tribunale supremo di giustizia venezuelano dopo l’arresto del presidente. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno rafforzato la loro presenza e le operazioni nella regione caraibica, intensificando la lotta al narcotraffico che secondo Washington è strettamente collegato al regime chavista.
Fonte: Roberto Smaldore - Milano, i venezuelani festeggiano la cattura del presidente. "I pro-Maduro? Non capiscono niente"






