Caracas, 12 gennaio 2026 – Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati liberati dalle autorità venezuelane e stanno per fare rientro in Italia. La notizia, accolta con grande gioia, è stata commentata dalla premier Giorgia Meloni che ha espresso il proprio sollievo per la fine di un lungo periodo di detenzione e per il ritorno a casa dei due connazionali.
La liberazione di Trentini e Burlò: un fatto atteso da mesi

Alberto Trentini, operatore umanitario italiano nato a Venezia, era stato arrestato il 15 novembre 2024 mentre lavorava per l’organizzazione non governativa Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità. Trentini era stato fermato durante un viaggio da Caracas a Guasdualito e successivamente trasferito alla Direzione generale del controspionaggio militare (DGCIM) di Caracas. La sua detenzione era stata confermata ufficialmente solo dopo due mesi e aveva suscitato grande preoccupazione sia in Italia sia a livello internazionale. La Commissione interamericana per i diritti umani (CIDH) aveva concesso misure cautelari a suo favore, denunciando il rischio grave e imminente per la sua vita e integrità personale.
Parallelamente, Mario Burlò, imprenditore torinese di 53 anni, era stato trattenuto arbitrariamente dallo stesso periodo nelle carceri venezuelane. Burlò era stato fermato il 10 novembre 2024 nello Stato di Apure, senza che gli fossero mai state formalmente comunicate accuse precise durante la maggior parte della sua detenzione. Solo nel novembre 2025, durante una visita consolare, gli erano state avanzate accuse generiche di terrorismo. Burlò è noto in Italia per essere stato assolto nel febbraio 2025 dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e per essere coinvolto in processi per presunte irregolarità fiscali.
Entrambi i detenuti erano rinchiusi nel carcere El Rodeo I di Caracas, una struttura nota per le difficili condizioni di sovraffollamento e violenza. Nel corso della detenzione, avevano ricevuto la visita dell’ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, che aveva riferito delle loro precarie condizioni di salute, con particolare riferimento alla significativa perdita di peso di Burlò.
Il ruolo dell’Italia e le parole di Giorgia Meloni
Il governo italiano ha seguito con attenzione e determinazione la vicenda, impegnandosi diplomaticamente per ottenere la liberazione dei due connazionali. La premier Giorgia Meloni, in un videomessaggio diffuso oggi, ha dichiarato: “Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e torneranno a casa. È una notizia che ci riempie di gioia, che si somma alla felicità che abbiamo provato nelle scorse ore per la liberazione di altri nostri connazionali. Trentini e Burlò riabbracceranno presto le loro famiglie che in questi mesi hanno sofferto molto, a cui ovviamente vogliamo rinnovare il nostro affetto”.
Meloni ha inoltre sottolineato l’impegno continuativo della diplomazia italiana: “Continueremo a lavorare senza sosta affinché la costruttiva collaborazione instaurata con le autorità di Caracas possa produrre ulteriori sviluppi positivi. L’Italia non si stancherà di sostenere il legittimo desiderio del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia”.
Il rientro in patria di Trentini e Burlò, previsto con un volo di Stato, segna un importante passo avanti nelle relazioni bilaterali e chiude un capitolo difficile per le famiglie e per la comunità italiana.






