Milano, 12 gennaio 2026 – È entrato nel vivo il maxi-processo Hydra, che vede coinvolti 143 imputati accusati di far parte di un’associazione mafiosa che avrebbe unito esponenti di ’Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra sul territorio lombardo. Le udienze si svolgono nell’aula bunker del carcere di Opera, a Milano, scelta per la sua disponibilità e adeguatezza vista l’indisponibilità temporanea di altre strutture simili in città.
Il contesto e le accuse del processo Hydra

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, ha portato alla luce quella che viene definita un’associazione mafiosa orizzontale, in cui i singoli appartenenti alle mafie storiche avrebbero collaborato stabilmente nelle province di Milano e Varese. La Procura aveva inizialmente richiesto 120 misure cautelari, ma il gip ne autorizzò solo 11, senza però riconoscere l’associazione mafiosa. Successivamente, il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della Procura estendendo l’accusa di associazione mafiosa a 41 indagati, decisione confermata in Cassazione.
Gli imputati sono accusati di reati tipici delle organizzazioni mafiose, come estorsioni e traffico di droga, oltre a condotte illecite in settori economici leciti, in particolare l’edilizia. Tra i 29 detenuti figurano nomi noti come Paolo Errante Parrino e i fratelli Rosario e Giovanni Abilone. Le parti offese riconosciute includono la Regione Lombardia e i Comuni di Milano e Varese, oltre a diverse persone fisiche.
Procedura e organizzazione del maxi-processo
Il giudice Emanuele Mancini, nominato per seguire in via esclusiva questo processo, ha fissato 23 udienze sino al 25 luglio 2026. L’avvio delle udienze è previsto per settimane di intenso dibattimento, con repliche e discussioni sulle questioni preliminari. L’aula bunker di Opera è stata blindata per garantire massima sicurezza.
Gli imputati detenuti partecipano alle udienze tramite collegamento video, mentre gli altri sono presenti fisicamente in aula accanto ai loro avvocati. Tra le parti civili che si sono già costituite figurano anche la Regione Lombardia, il Comune di Milano, organizzazioni come Libera e Wikimafia, impegnate da tempo nella lotta alla criminalità organizzata.
Il maxi-processo Hydra rappresenta uno dei più rilevanti procedimenti giudiziari in Italia per il contrasto alla criminalità organizzata nel Nord, con un focus particolare sulla capacità delle mafie storiche di adattarsi e collaborare nel contesto lombardo, sfidando la storica separazione territoriale delle diverse organizzazioni.





