Roma, 30 gennaio 2026 – L’esame di maturità 2026 si presenta con importanti novità che riguardano tanto le prove d’esame quanto la composizione delle commissioni e i criteri di valutazione, confermando l’intento del ministero dell’Istruzione di rendere più rigoroso e significativo il passaggio conclusivo del percorso scolastico secondario.
Le materie dell’esame di maturità 2026
Per il liceo classico, la seconda prova scritta prevista il 19 giugno consisterà nella traduzione dal latino, mentre per il liceo scientifico si tratterà di un compito di matematica. In generale, le prove scritte includono:
- Prima prova scritta (tema di italiano) il 18 giugno alle ore 8.30.
- Seconda prova scritta, specifica per ogni indirizzo: latino per il classico, matematica per lo scientifico, scienze umane per il liceo delle Scienze umane, economia aziendale per gli Istituti tecnici del settore economico indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing”, discipline turistiche e aziendali per il settore “Turismo”, progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”.
Le materie esatte per ogni corso di studio sono state pubblicate ufficialmente sul sito del Ministero dell’Istruzione.
Cambiamenti nella struttura delle commissioni e nelle prove
Una delle novità più rilevanti riguarda le commissioni d’esame per l’esame di maturità, che quest’anno saranno composte da soli cinque membri: quattro commissari (di cui due esterni) e un presidente esterno. Questa riorganizzazione mira a snellire l’organizzazione e ridurre i costi senza rinunciare alla qualità della valutazione.
Un altro aspetto di rilievo è l’obbligatorietà di tutte le prove: il ministro Giuseppe Valditara, in carica dal 2022, ha introdotto una stretta normativa secondo cui l’esame è valido solo se il candidato sostiene tutte le prove previste. La mancata partecipazione volontaria all’orale comporterà la bocciatura, a differenza del caso in cui l’alunno non riesca a esprimersi a causa di ansia o blocco emotivo, in cui la prova resta valida ma potrà essere valutata negativamente.
Nuove regole su bonus, voto in condotta e attenzione al curriculum
Il bonus aggiuntivo attribuito dalla commissione per gli studenti più meritevoli è stato ridotto da 5 a 3 punti e potrà essere assegnato esclusivamente a coloro che raggiungono almeno 90 punti complessivi tra crediti, scritti e orale.
Il voto in condotta continua a svolgere un ruolo fondamentale nell’esame di maturità: un voto inferiore a sei decimi comporterà l’ammissione con riserva e l’obbligo di presentare un elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale durante il colloquio. Il comportamento degli studenti incide anche sull’assegnazione del credito scolastico.
Inoltre, l’esame darà maggiore rilievo alle attività di lavoro (ex PCTO), ovvero percorsi di alternanza scuola-lavoro, e alla valutazione del curriculum completo dello studente, comprese le attività extrascolastiche. L’obiettivo è valorizzare non solo gli apprendimenti formali ma anche le competenze trasversali.
Il ritorno della denominazione “Esame di maturità”
Simbolicamente, dal 2026 si torna a utilizzare ufficialmente la denominazione “esame di maturità”, cancellata nel 1997 dall’allora ministro Luigi Berlinguer ma da sempre presente nel linguaggio comune. Questa scelta è stata motivata dal ministero per riaffermare il valore formativo e identitario di questo momento cruciale nella vita degli studenti italiani.
Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito dal 2022, ha continuato a promuovere riforme significative nel sistema scolastico e universitario, con particolare attenzione alla meritocrazia e al legame tra istruzione e mondo del lavoro.
Il rinnovato esame di maturità si inserisce così in un quadro più ampio di trasformazioni volte a migliorare la qualità dell’istruzione superiore italiana, mantenendo un equilibrio tra tradizione e innovazione.





