Martigny, 9 gennaio 2026 – Nel giorno in cui la Svizzera osserva un momento di lutto nazionale per commemorare le quaranta vittime dell’incendio avvenuto la notte di Capodanno a Crans-Montana, il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha reso omaggio alle vittime partecipando alla cerimonia ufficiale a Martigny. Al termine dell’evento, il capo dello Stato ha scritto un messaggio personale nel libro delle condoglianze, invocando “giustizia per quanto accaduto”.

La commemorazione a Martigny: solidarietà e memoria comune
La cerimonia, che ha visto la partecipazione di circa mille invitati, si è svolta nel centro congressi di Martigny, a circa sessanta chilometri dal luogo della tragedia. Accanto a Mattarella, il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola hanno condiviso il momento di lutto. La commemorazione è stata scandita da rose bianche, note di pianoforte e un minuto di silenzio, accompagnati dal suono delle campane di tutte le chiese svizzere che hanno risuonato alle 14 in punto.
Durante gli interventi ufficiali, il presidente del Consiglio di Stato del Vallese, Mathias Reynard, ha espresso gratitudine verso i Paesi che hanno contribuito alle operazioni di soccorso, mentre il presidente della Confederazione elvetica, Guy Parmelin, ha definito la Svizzera “un’unica famiglia in lutto”. Un momento particolarmente toccante è stato il racconto di un sopravvissuto, che ha descritto la notte dell’incendio come “un film apocalittico” trasformando il dolore in forza.
Il sostegno italiano: Mattarella incontra le famiglie e Meloni assicura assistenza
Prima di recarsi a Martigny, il presidente Mattarella ha visitato l’ospedale di Zurigo per incontrare le famiglie di due giovani italiani rimasti feriti nell’incendio, Leonardo Bove ed Elsa Rubino. Rivolgendosi ai medici, il capo dello Stato ha sottolineato come “l’Italia intera” condivida “l’angoscia” per quanto accaduto, manifestando vicinanza e solidarietà.
Sul fronte politico italiano, la premier Giorgia Meloni ha assicurato che le famiglie delle vittime non saranno lasciate sole. Nei prossimi giorni, i familiari saranno ricevuti a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e dall’Avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli. L’incontro sarà dedicato a definire una strategia comune per il percorso giudiziario in Italia e in Svizzera, valutando le possibili iniziative legali da intraprendere nei due ordinamenti.
La premier ha inoltre annunciato che l’avvocatura dello Stato è già in contatto con le procure elvetica e romana, quest’ultima ha aperto un fascicolo per indagare sull’incendio. Meloni ha espresso con fermezza che l’incidente non può essere considerato una semplice disgrazia: “È il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare soldi facili. Le responsabilità devono essere individuate e perseguite”. Sulla stessa linea si è espresso il vicepremier Antonio Tajani, che ha definito “giusto che l’Italia si costituisca parte civile” nel procedimento giudiziario.
Nel pomeriggio, a Roma, la premier ha partecipato insieme a ministri e leader dell’opposizione a una messa celebrata dal cardinale vicario di Roma, Baldassarre Reina, nella chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso. Durante l’omelia, il cardinale ha lanciato un monito forte: “Non accada più”. Al termine della funzione, Meloni si è fermata a parlare con le famiglie delle vittime presenti.
L’evento ha richiamato l’attenzione internazionale sulla tragedia e ha sottolineato l’impegno delle autorità italiane e svizzere nel garantire un percorso di giustizia e sostegno alle vittime e ai loro cari. La presenza del presidente Mattarella e l’attivazione delle istituzioni italiane confermano la determinazione a non lasciare nulla di intentato per fare luce su quanto accaduto e per assicurare che simili tragedie non si ripetano.






