Siena, 12 gennaio 2026 – Una sentenza storica ha sancito l’illegittimità del licenziamento di un cassiere Pam sottoposto al cosiddetto “test del carrello”, strumento di verifica che secondo il giudice viola i diritti del lavoratore. La decisione del giudice del lavoro Delio Cammarosano, emanata il 29 dicembre scorso, ha disposto il reintegro del dipendente, riconoscendo come il test rappresenti una forma di discriminazione e un danno alla salute fisica e morale.
Il test del carrello: una pratica nociva e discriminatoria
Secondo l’avvocato Andrea Stramaccia, legale della Cgil di Siena chiamato a seguire la vicenda, “il test del carrello nuoce alla salute, in violazione dell’articolo 2087 del codice civile, che impone al datore di lavoro di tutelare l’integrità fisica e morale del lavoratore”. La sentenza evidenzia come tale prova sia discriminatoria e persecutoria, contravvenendo ai principi di correttezza e buona fede previsti dalla legge. Stramaccia sottolinea che il giudice ha analizzato dettagliatamente le motivazioni del ricorso promosso dal lavoratore Giomi, dichiarando illegittima questa modalità di controllo.
Reazioni sindacali e contesto lavorativo
Mariano Di Gioia, segretario generale della Filcams Cgil di Siena, ha espresso soddisfazione per la sentenza, ribadendo che si tratta di un risultato importante che conferma le ragioni della categoria: “Siamo contenti e soddisfatti perché il test del carrello è stato dichiarato illegittimo”. La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di cause di lavoro in Toscana, dove molti dipendenti temono ritorsioni per aver denunciato situazioni irregolari. L’avvocato Stramaccia, attivo in numerose vertenze nei settori del turismo e della metalmeccanica, evidenzia come cresca la necessità di tutele efficaci per i lavoratori.
L’attenzione verso pratiche lavorative corrette si estende anche ad altri ambiti, come dimostrato da recenti decisioni giudiziarie contro sanzioni ingiuste, ad esempio nel settore agricolo a Montalcino, dove un’azienda è stata multata per presunti lavoratori in nero durante la vendemmia turistica. Questi casi evidenziano un impegno crescente delle istituzioni e dei sindacati nel garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori.



