Milano, 18 marzo 2026 – Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Abderrahim Mansouri, avvenuto il 26 gennaio scorso nel boschetto della droga di Rogoredo. Nell’ambito dell’inchiesta è al lavoro il genetista Giorgio Portera, noto per il suo ruolo come consulente nella vicenda di Yara Gambirasio, che sta analizzando un martello e un pezzo di stecca di biliardo sequestrati in un’auto riconducibile a Carmelo Cinturrino, assistente capo della Polizia arrestato per l’omicidio del 28enne marocchino.
Le nuove analisi genetiche per chiarire le dinamiche dell’omicidio
La ricerca di eventuali tracce biologiche sugli oggetti rinvenuti potrebbe confermare o smentire le testimonianze di amici di Mansouri, i quali hanno riferito che Cinturrino era solito intimidire e, in alcuni casi, colpire spacciatori e tossicodipendenti con strumenti contundenti come il martello. La Procura ha richiesto un incidente probatorio per otto persone che hanno reso dichiarazioni rilevanti. Le indagini hanno già messo in luce un quadro di presunti abusi e attività illecite legate alla gestione delle piazze di spaccio tra Rogoredo e Corvetto, coinvolgendo anche altri sei poliziotti sotto accusa per reati quali favoreggiamento, omissione di soccorso e falso.
Le difese e le contestazioni a Carmelo Cinturrino
L’assistente capo Cinturrino è attualmente indagato per oltre 30 capi di imputazione, che spaziano dall’estorsione al falso, fino al reato di omicidio volontario aggravato e premeditazione. In tribunale, durante l’udienza del 17 marzo per la richiesta di scarcerazione, ha ribadito di aver sparato “per paura”, definendo la morte di Mansouri una “tragica fatalità” e negando l’intento omicida. Nel frattempo, emergono filmati e testimonianze che suggeriscono un quadro complesso, con accuse di intimidazione e abusi da parte di Cinturrino nel contesto delle operazioni antidroga. La Procura ha annunciato la volontà di chiedere la conferma della misura cautelare in carcere, con una decisione attesa a breve.




